Alain Silberstein
Storia del marchio
Alain Silberstein nasce a Besançon nel 1950, nel cuore dell'antica tradizione orologiera francese, ma il suo percorso non passa dai banchi di una scuola di orologeria: negli anni Settanta studia design d'interni e architettura a Parigi, in un istituto che segue il curriculum del Bauhaus. È lui stesso a raccontare quanto quella formazione abbia plasmato il suo sguardo, arrivando a definirsi non un orologiaio ma un "Architecte Horloger" — un architetto che applica all'orologio da polso i principi del funzionalismo geometrico e la teoria dei colori di Wassily Kandinsky, che associa le forme primarie (cerchio, triangolo, quadrato) ai colori primari (giallo, rosso, blu).
Dopo circa un decennio come designer d'interni, nel 1987 — proprio negli anni in cui la crisi del quarzo mette in ginocchio l'orologeria meccanica svizzera — Silberstein fonda il proprio marchio e presenta al Salone di Basilea il Krono Bauhaus, il primo cronografo a portare la sua firma stilistica: casse cilindriche con anse dritte, pulsanti e corona a forma di triangolo, quadrato e cerchio colorati, lancette e indici che rompono con ogni convenzione dell'orologeria classica ginevrina. È un linguaggio radicale, quasi giocoso in apparenza, dietro cui si nasconde però un lavoro serio da pioniere nell'uso di materiali e forme fino ad allora estranei all'alta orologeria.
Negli anni Novanta e Duemila il marchio costruisce un catalogo coerente attorno a quell'estetica, alternando cronografi, tourbillon in edizione limitatissima e casse dalle forme più insolite, e conquista un pubblico di collezionisti che lo considera tra i padri dell'orologeria da designer indipendente, insieme a nomi come Vianney Halter. Silberstein stesso ha definito il decennio successivo un periodo "barocco", di crescita forse troppo ambiziosa: nel 2012 il marchio che porta il suo nome dichiara fallimento e cessa la produzione diretta.
La sua eredità, lungi dallo spegnersi, trova però nuova vita attraverso le collaborazioni: prima con l'orologiaio indipendente Max Büsser (MB&F, 2009 e 2016), poi soprattutto con la maison svizzera Louis Erard, che dal 2021 gli dedica una lunga serie di edizioni del proprio orologio regolatore, diventata la collaborazione più duratura e riconoscibile della storia recente del marchio. Sono proprio queste collaborazioni, insieme alla riscoperta del mercato dell'usato per i pezzi storici, ad aver riportato Alain Silberstein al centro dell'attenzione, consacrandolo come una delle figure più originali e influenti del design orologiero indipendente.
