Benthos
Storia del modello
Presentato nel 1970, il Benthos 500 nasce nel pieno della "corsa alla profondità" tra le manifatture svizzere di orologi subacquei di quegli anni, ognuna impegnata a dimostrare la propria superiorità tecnica con valori di impermeabilità sempre più estremi. Il Benthos si distingue come il primo orologio subacqueo con cassa NON monoblocco progettato per operare fino a 500 metri di profondità — un traguardo reso possibile proprio dalla corona a doppia guarnizione brevettata da Frédéric Robert nel 1965.
La credibilità del Benthos non resta solo sulla carta: nel 1976 il freediver Jacques Mayol lo indossa durante la sua storica immersione da record a 101 metri in apnea "no-limits" senza bombole. Il modello viene inoltre inserito nella sezione delle attrezzature approvate del manuale immersioni ad aria della US Navy del 1973, e per tutti gli anni '70 e i primi anni '80 la terza generazione del Benthos equipaggia i sommozzatori da combattimento della Marine Nationale francese.
Dal punto di vista del design, il Benthos si riconosce per la ghiera a 60 click, ampia e pensata per essere afferrata anche con i guanti da sommozzatore, e per il totalizzatore flyback a 60 minuti per cronometrare la durata dell'immersione, abbinato a una corona posizionata in modo insolito, attorno alle ore 2 — un layout che, insieme alla ghiera del Deepstar, resta uno dei tratti distintivi più riconoscibili dell'intera produzione storica Aquastar.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il Benthos non ha dovuto dimostrare la propria resistenza solo in laboratorio: quando Jacques Mayol lo indossò nella sua immersione record del 1976 a 101 metri in apnea, senza bombole e senza alcuna assistenza meccanica, il test più duro a cui l'orologio venne sottoposto fu la performance umana stessa che accompagnava al polso.
