Octo Finissimo
Storia del modello
La collezione Octo Finissimo nasce nel 2014 come naturale evoluzione della linea Octo, introdotta pochi anni prima e caratterizzata da una cassa dal profilo sfaccettato e angolare, che Bulgari fa risalire alla geometria del soffitto a cassettoni ottagonali della Basilica di Massenzio, nel cuore di Roma. Il primo modello a portare il nome "Finissimo" è un tourbillon con cassa di appena 5 mm di spessore e movimento da 1,95 mm, un risultato tecnico che stabilisce da subito il tono della collezione: non un semplice restyling della Octo, ma un vero e proprio programma di ricerca sulla sottigliezza meccanica, condotto interamente dalla manifattura Bulgari in Svizzera.
Negli anni successivi la collezione si allarga con una sequenza quasi ininterrotta di primati: nel 2017 arriva l'Automatic, che con i suoi 5,15 mm di spessore cassa diventa per anni l'orologio automatico a carica centrale più sottile al mondo, grazie a un calibro con micro-rotore in platino; seguono poi la Minute Repeater (2016), la Chronograph GMT (2019) con meccanismo a colonna-ruota, e il Perpetual Calendar (2021), ciascuno capace di conquistare il record di categoria pur restando fedele all'estetica ottagonale e alla cassa integrata al bracciale che contraddistinguono l'intera linea.
Il capitolo più radicale arriva con la sotto-linea Ultra, presentata a partire dal 2022: eliminando il movimento tradizionale a favore di una costruzione in cui il piatto principale coincide con il fondello della cassa, Bulgari realizza il segnatempo meccanico più sottile mai prodotto, poco più di 1,8 mm di spessore totale. Un risultato che porta l'Octo Finissimo, in meno di dieci anni dal debutto, a essere riconosciuta come la collezione che ha ridefinito il concetto stesso di orologeria ultra-piatta contemporanea.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome "Finissimo" gioca volutamente su un doppio significato: indica al tempo stesso la sottigliezza estrema della cassa e la raffinatezza del risultato tecnico ed estetico, in linea con la cultura del design italiano da cui la collezione dichiara di trarre ispirazione fin dal richiamo architettonico alla Basilica di Massenzio.
