Tank
Storia del modello
Louis Cartier disegna il Tank nel 1917, ispirandosi ai nuovi carri armati Renault che stava osservando avanzare sul fronte occidentale della Prima guerra mondiale. L'idea è di tradurre in un orologio da polso la stessa essenzialità geometrica di quei mezzi: una cassa rettangolare fiancheggiata da due bande verticali, i cosiddetti "brancards", che nel disegno originale richiamano i cingoli laterali del veicolo militare. Un prototipo viene presentato al generale americano John J. Pershing, comandante del corpo di spedizione statunitense in Europa, prima che il modello entri effettivamente in produzione nel 1919 con il nome di Tank Normale.
Il quadrante bianco con numeri romani, il cerchio ferroviario dei minuti (chemin de fer) e le lancette a forma di spada in acciaio brunito diventano da subito il linguaggio distintivo del modello, ripreso poi da quasi tutta la produzione orologiera Cartier successiva. Negli anni il Tank si moltiplica in numerose varianti di forma: la Cintrée, dalla cassa curva che segue il polso; la Louis Cartier del 1922, più squadrata e proporzionata; l'Américaine, la Française e, più avanti nel Novecento, l'Anglaise e la collezione Must de Cartier, che negli anni Settanta rende il Tank accessibile a un pubblico più ampio grazie a versioni in argento placcato oro.
Nel corso del Novecento il Tank diventa uno degli orologi più fotografati e imitati al mondo, indossato da figure come Jacqueline Kennedy, Andy Warhol, Yves Saint Laurent e, più di recente, Diana, principessa del Galles: un'iconicità che ha attraversato quasi inalterata un secolo, tanto da rendere il Tank uno dei pochi orologi riconoscibili anche da chi non si occupa di orologeria.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Secondo un aneddoto spesso citato, il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy portava un Tank ricevuto in dono, e in punto di morte lo avrebbe restituito al fratello con la raccomandazione di "prendersene cura, perché un giorno sarà importante" — un episodio che racconta bene quanto il modello fosse già percepito, a metà Novecento, come un oggetto carico di significato oltre la sua semplice funzione.
