Storia del modello
Pro Trek nasce nel 1995 con il modello DPX-500, primo orologio della linea e primo a integrare il cosiddetto Triple Sensor: un unico modulo capace di misurare direzione (bussola), pressione atmosferica e altitudine, e temperatura, ottenuto grazie a tecniche di montaggio ad alta densità che riuscivano a far convivere sensori magnetici, di pressione e termici in uno spazio compatibile con un orologio da polso. Un'impresa tecnica non banale per la metà degli anni Novanta, che pone da subito Pro Trek in una categoria diversa dai comuni orologi digitali robusti: uno strumento di misurazione, prima ancora che un segnatempo.
Dal 2000 Casio riorienta lo sviluppo della linea verso un design più concretamente utilizzabile sul campo, raccogliendo indicazioni dirette da alpinisti ed esperti di montagna coinvolti nel processo di progettazione — un approccio che nel 2007, ad esempio, porta al modello PRW-1300, reso più sottile proprio su suggerimento dell'alpinista Hirotaka Takeuchi. Nel 2002 arriva la ricarica Tough Solar (debuttata sul PRG-50), che riduce drasticamente il problema della sostituzione delle pile in condizioni estreme, e nel 2005 la ricezione del segnale radiocontrollato sul PRW-1000, per una precisione dell'orario indipendente dalla regolazione manuale.
Nel 2009 Casio lancia la linea di punta Manaslu, che prende il nome dall'omonima vetta himalayana e rappresenta il vertice tecnologico ed estetico della gamma Pro Trek; nel 2013 arriva la terza generazione del Triple Sensor, più precisa e miniaturizzata, mentre dal 2022 la linea inizia a integrare resine di origine biologica in un'ottica di maggiore sostenibilità. Il 2025 ha segnato il trentesimo anniversario di Pro Trek, celebrato mantenendo la stessa impostazione delle origini: un orologio pensato prima di tutto per essere usato davvero in montagna.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome "Manaslu", dato alla linea di punta di Pro Trek dal 2009, non è scelto a caso: è la stessa montagna himalayana — l'ottava più alta al mondo — che dà il nome a una delle vette più impegnative per gli alpinisti professionisti che Casio ha coinvolto nello sviluppo della linea, a testimonianza di un rapporto diretto tra il prodotto e chi lo utilizza davvero sul campo.
