Storia della linea
La Sport Classic viene lanciata nel 1977, la prima grande iniziativa di Pierre-Alain Blum dopo aver rilevato l'azienda dal padre Charles due anni prima. Il disegno, firmato dall'architetto e designer Edy Schoepfer, introduce due elementi che diventeranno la firma di Ebel per i decenni successivi: una cassa dal profilo esagonale con lunetta fissata da cinque viti a vista e un bracciale integrato a maglie curve, presto ribattezzato bracciale "onda" (wave). In piena crisi del quarzo per l'orologeria meccanica svizzera, la Sport Classic contribuisce a costruire l'immagine di Ebel come marchio dell'eleganza sportiva, secondo il motto "The Architects of Time".
Nei primi anni Ottanta la linea si arricchisce della versione Sport Classic Chronograph, equipaggiata con il leggendario movimento Zenith El Primero — che Ebel riesce a impiegare grazie a un accordo con l'ingegnere Charles Vermot, che aveva conservato segretamente gli utensili di produzione del calibro quando Zenith stava per abbandonarlo durante la crisi del quarzo. Questa collaborazione, che porta anche al lancio nel 1984 di un cronografo a calendario perpetuo, contribuisce in modo concreto a salvare l'El Primero dall'estinzione e rafforza la reputazione di Ebel presso gli appassionati di orologeria meccanica, oltre a portare il marchio all'attenzione del grande pubblico anche grazie alla popolarità televisiva del periodo, che associò gli orologi Ebel a un'estetica sportiva ed elegante molto in voga negli anni Ottanta.
Con il tempo il baricentro della Sport Classic si è spostato: le versioni più recenti, oggi in produzione, sono declinate soprattutto al femminile, con casse più contenute, quadranti in madreperla di vari colori, numeri romani applicati e lunette impreziosite da diamanti, mantenendo però intatti i due elementi originali del 1977 — la cassa esagonale e il bracciale a onda — che restano il segno distintivo più immediatamente riconoscibile di Ebel.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
L'accordo tra Ebel e Zenith per l'uso dell'El Primero nei primi anni Ottanta fu reso possibile dal fatto che l'ingegnere Charles Vermot, disobbedendo agli ordini aziendali durante la crisi del quarzo, aveva nascosto in soffitta gli utensili originali del calibro invece di distruggerli: un gesto che permise di rimettere in produzione il movimento pochi anni dopo.
