Grande Seconde
Storia della collezione
Presentata nel 2002, appena due anni dopo l'acquisizione del marchio da parte dello Swatch Group, la Grande Seconde nasce come collezione simbolo del rilancio della manifattura di La Chaux-de-Fonds. Il suo tratto distintivo è il quadrante: un'architettura eccentrica in cui il contatore di ore e minuti, spostato verso l'alto, si interseca visivamente con un ampio contatore dei secondi nella parte bassa. Il disegno riprende quello di un orologio da tasca settecentesco conservato negli archivi storici del marchio, in cui l'indicazione di un grande contatore dei secondi era considerata un segno di precisione meccanica.
Nel corso degli anni duemila e duemiladieci l'architettura a due cerchi è stata declinata su un numero crescente di complicazioni, senza mai alterarne l'impianto grafico riconoscibile: dal semplice tempo, alla data (Quantième), fino al primo cronografo monopulsante della linea, presentato nel 2019, e a versioni scheletrate che lasciano intravedere l'intero meccanismo. Le casse sono proposte in due diametri principali, 39 e 43 mm, in acciaio, oro rosso 18 carati e, in edizioni limitate, in ceramica.
Grazie a questa coerenza estetica mantenuta per oltre vent'anni, la Grande Seconde è oggi la collezione più prodotta e riconosciuta del marchio, spesso abbinata a quadranti in smalto Grand Feu nelle tonalità avorio o nero: il punto d'incontro tra l'eredità dell'orologeria di precisione di Pierre Jaquet-Droz e l'identità contemporanea della manifattura.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome "Grande Seconde" descrive letteralmente il grande contatore dei secondi che caratterizza il quadrante: un dettaglio che nell'orologeria da tasca del Settecento indicava un meccanismo di alta precisione, e che Jaquet Droz ha trasformato, due secoli più tardi, nell'elemento grafico più riconoscibile della propria produzione contemporanea.
