Storia della collezione
Il Top Second nasce negli anni Settanta, nel periodo più sperimentale della produzione Mondia, quando il marchio — allora parte della galassia Movado-Zenith-Mondia — cercava di distinguersi con soluzioni tecniche ed estetiche non convenzionali rispetto alla concorrenza svizzera di fascia media. Le fonti concordano nel descriverlo come uno dei modelli più riconoscibili di quella stagione, grazie a un sistema di lettura dei secondi con un indice/scansione poco comune per l'epoca, che lo ha reso negli anni un pezzo ricercato dai collezionisti di orologeria vintage italiana e svizzera.
Come buona parte della produzione Mondia, anche il Top Second ha risentito della crisi del quarzo e delle travagliate vicende societarie del marchio tra fine anni '70 e anni '80, restando per lungo tempo un nome noto solo agli appassionati e ai frequentatori di mercatini e aste online, più che un prodotto attivamente commercializzato.
Il nome è tra i pochissimi dell'archivio storico Mondia ad essere stato ripreso nella fase di rilancio più recente del marchio: risulta infatti presente, insieme ad altri nomi storici come Madison, tra le linee proposte oggi da Mondia Swiss, a testimonianza di quanto quel disegno originale sia rimasto identificativo per il marchio. Le versioni contemporanee reinterpretano l'idea originale con materiali e movimenti attuali, mantenendo il nome come richiamo diretto all'eredità degli anni '70.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Tra i modelli storici Mondia, il Top Second è uno dei pochissimi il cui nome è sopravvissuto a tutti i passaggi di proprietà del marchio — dalla holding Movado-Zenith-Mondia degli anni '70 fino alla gestione più recente di Diffusione Orologi — comparendo ancora oggi nel catalogo di Mondia Swiss.
