Atum
Storia della linea
La collezione Atum nasce come risposta di Moritz Grossmann all'esigenza di offrire un punto d'accesso più raggiungibile al proprio catalogo, senza però annacquare l'identità tecnica ed estetica che la manifattura aveva costruito con la Benu. Il nome richiama Atum, la divinità egizia della creazione nella mitologia di Heliopolis — coerente con il gusto del marchio per riferimenti all'antico Egitto già visto nel Benu — e la linea si presenta con casse più contenute e proporzioni pensate anche per i polsi meno generosi, tra cui la variante Atum 37 da 37 mm di diametro.
Esteticamente la Atum riprende l'impianto classico del marchio — quadrante argentato, piccoli secondi a ore 6, lancette brunite a profilo sfaccettato — arricchendolo in alcune esecuzioni con una data puntatore, indicata da una lancetta supplementare che percorre una scala numerata lungo il bordo del quadrante e regolabile tramite una seconda corona indipendente. Sul fronte tecnico monta gli stessi principi costruttivi della manifattura, incluso il sistema di arresto del bilanciere alla trazione della corona, riproposto anche nelle esecuzioni pensate come primo contatto con il marchio.
Nel tempo la linea ha ospitato anche varianti più elaborate, come la Atum Backpage, che sposta l'esposizione del meccanismo dal fondello al lato quadrante per mostrare in trasparenza il bilanciere Grossmann e la ruota di snailing incisa a mano: una dimostrazione di come, pur restando la proposta più accessibile del catalogo, la Atum non rinunci alle soluzioni tecniche distintive della casa.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Come già accaduto con la Benu, anche il nome "Atum" guarda alla mitologia dell'antico Egitto: Atum era la divinità della creazione nella cosmologia di Heliopolis, un richiamo simbolico coerente con l'idea di una linea pensata come punto di accesso — una sorta di "atto creativo" iniziale — al mondo della manifattura.
