Velvet
Storia della linea
Lanciata nel 2012, la Velvet segna un passaggio importante per la manifattura ginevrina: è la prima collezione concepita esplicitamente per un pubblico femminile, in un catalogo che fino a quel momento aveva declinato al femminile soprattutto varianti gioiello di linee nate per un pubblico maschile, come la stessa Excalibur. La cassa, descritta dal marchio come una forma "a trompe l'oeil" a metà tra il rotondo e il tonneau, diventa il tratto distintivo della linea, proposta in diametro contenuto (36 mm) e pensata per accogliere lavorazioni gioiello elaborate.
Il cuore meccanico della collezione è il calibro RD821, un movimento automatico manifatturato internamente da 172 componenti, con bilanciere a 28.800 alternanze/ora e 48 ore di riserva di carica, certificato Poinçon de Genève come la quasi totalità della produzione del marchio: un dettaglio che colloca la Velvet, nonostante il posizionamento più orientato al gioiello rispetto a Excalibur, saldamente nel campo dell'alta orologeria manifatturiera.
Accanto alle versioni con cassa in acciaio o oro, la linea si è affermata soprattutto attraverso le esecuzioni Velvet Haute Joaillerie, impreziosite da centinaia di diamanti taglio baguette e brillante lungo cassa, anse e quadrante, con la possibilità per la clientela di scegliere due pietre colorate — rubini, zaffiri o smeraldi — da incastonare secondo tecniche artigianali di gioielleria come la incastonatura a griffe, a canale o invisibile.
Caratteristiche tecniche
Referenze celebri
Sulle esecuzioni Haute Joaillerie più elaborate, la clientela può scegliere personalmente due pietre colorate da circa 0,50 carati ciascuna da fare incastonare sul proprio esemplare, rendendo ogni orologio un pezzo in parte personalizzato.
