Storia della linea
Il Datejust viene presentato nel 1945, anno del quarantesimo anniversario della fondazione di Rolex, con la referenza 4467: un orologio in oro giallo 18 carati che rappresenta, secondo quanto riportato dalla storiografia del marchio, il primo orologio da polso a carica automatica e certificato cronometro a mostrare la data in una finestrella sul quadrante. Per l'occasione Rolex introduce anche il bracciale Jubilee, un bracciale a cinque maglie disegnato appositamente per celebrare l'anniversario e da allora associato in modo duraturo a questa linea.
Nel 1953 Rolex introduce la lente Cyclops, un piccolo elemento di ingrandimento applicato sul cristallo sopra la finestrella della data, inizialmente sul Datejust e poi estesa ad altri modelli della gamma come il GMT-Master e il Day-Date a partire dalla metà degli anni Cinquanta. Una diffusa tradizione narrativa, non confermata direttamente da Rolex, attribuisce l'idea a un suggerimento della moglie di Hans Wilsdorf, che avrebbe trovato difficoltosa la lettura della data senza ingrandimento; una seconda innovazione meccanica arriva invece nel 1955, con l'introduzione del cambio data istantaneo a mezzanotte, che sostituisce il precedente cambio graduale.
Nei decenni successivi il Datejust diventa il modello più prodotto e più riconoscibile del catalogo Rolex, disponibile in innumerevoli combinazioni di cassa, quadrante, lunetta (liscia o godronata) e bracciale, capace di adattarsi tanto a un contesto formale quanto a un uso quotidiano. L'evoluzione più recente vede, nel 2009, l'introduzione del Datejust II da 41 mm e, nel 2016, il debutto del Datejust 41 con il nuovo calibro 3235 e una riserva di carica di circa 70 ore; nello stesso periodo anche la versione femminile, il Lady-Datejust, passa dal diametro storico di 26 mm ai 28 mm con il calibro 2236.
Caratteristiche tecniche
Referenze celebri
Secondo un racconto ricorrente tra gli appassionati, la piccola lente Cyclops introdotta nel 1953 sarebbe nata da un suggerimento della moglie di Hans Wilsdorf, che avrebbe trovato scomodo leggere la data senza ingrandimento: un'origine curiosa, tramandata dalla tradizione orale del marchio, ma che Rolex non ha mai confermato ufficialmente.
