Storia del modello
Il Grand Prix arriva nel catalogo Vulcain negli anni '60, ma il nome guarda indietro di oltre tre decenni: celebra il riconoscimento ottenuto dal marchio all'Esposizione Internazionale di Barcellona, inaugurata dal re Alfonso XIII e svoltasi tra il maggio 1929 e il gennaio 1930, in cui su 1.175 premi assegnati ben 655 furono Grand Prix. Riprendere quel nome per un modello lanciato negli anni '60 è, per Vulcain, un modo di rivendicare pubblicamente un pedigree tecnico ormai lontano nel tempo, in un decennio in cui il marchio è già saldamente identificato con il Cricket e le sue sveglie meccaniche.
A differenza del Cricket, il Grand Prix originale è un orologio di impostazione più classica e sobria, pensato per un pubblico che cercava eleganza quotidiana senza la complicazione della sveglia: linee pulite, quadrante leggibile e un'estetica che si inserisce nel linguaggio diffuso dell'orologeria svizzera di fascia media dell'epoca, più vicina ai codici formali che a quelli sportivi o strumentali.
Il modello resta per decenni una delle referenze meno raccontate del catalogo storico Vulcain, fino a una riedizione recente che lo riporta in produzione con una cassa di 39 mm in acciaio lucidato e satinato, movimento automatico Landeron L24 e quadranti sunray in tre varianti cromatiche — champagne, grigio chiaro e nero — mantenendo il riferimento al premio di Barcellona come cuore narrativo della linea.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
All'Esposizione di Barcellona del 1929-1930 furono distribuiti complessivamente 1.175 premi, di cui 655 nella categoria Grand Prix: un contesto che rende il riconoscimento ottenuto da Vulcain meno esclusivo di quanto il nome possa suggerire, ma che il marchio ha comunque scelto di trasformare, decenni dopo, nel nome di un'intera collezione.
