Datograph
Storia del modello
Concepito già a metà degli anni Novanta e presentato nel 1999, il Datograph nasce in un momento in cui pochissime manifatture producevano ancora un calibro cronografo interamente sviluppato in casa: la maggior parte del settore si affidava a basi terze. A. Lange & Söhne sceglie invece di costruire da zero un movimento cronografo manuale con datario maggiorato e funzione flyback, un'impresa tecnica non banale a soli cinque anni dal rilancio del marchio.
Il risultato, il calibro L951.1, è diventato uno dei riferimenti più citati dell'orologeria meccanica moderna: l'orologiaio indipendente Philippe Dufour lo ha definito, secondo quanto riportato da diverse fonti di settore, "il miglior movimento cronografo mai realizzato". La combinazione di finiture tradizionali sassoni — piatto a tre quarti in argento tedesco non placcato, ponte del bilanciere rifinito a mano, viti termicamente blu — con un'architettura cronografica di rara pulizia (contatori a ore 4 e 8, ingranaggio a colonne visibile dal fondello) ha reso il Datograph un punto di riferimento sia tecnico sia estetico.
Nel corso degli anni la famiglia si è ampliata con la variante Datograph Perpetual (calendario perpetuo), il Datograph Up/Down del 2012 con cassa maggiorata e indicatore di riserva di carica, e due primati mondiali costruiti sulla stessa base architetturale: il Double Split (2004), primo cronografo con rattrapante doppio al mondo — capace di misurare tempi intermedi sia sui minuti sia sui secondi — e il Triple Split (2018), che aggiunge il rattrapante anche sulle ore.
Caratteristiche tecniche
Referenze principali nel tempo
Il numero di Datograph prodotti in tutti i metalli, dal 1999 a oggi, resta relativamente contenuto rispetto ad altri cronografi di alta gamma: una scarsità che, unita alla reputazione tecnica del calibro L951.1, ne fa uno degli orologi più ricercati dai collezionisti sul mercato secondario, spesso definito "territorio da grail watch" dalle fonti di settore.
