Bathyscaphe
Storia del modello
Il Bathyscaphe nasce nel 1956, appena tre anni dopo il Fifty Fathoms, come interpretazione più compatta e "civile" dello stesso concetto di orologio subacqueo. Il nome, tutt'altro che casuale, omaggia il batiscafo Trieste con cui il fisico Auguste Piccard raggiunse una profondità record nel gennaio 1953: Jean-Jacques Fiechter, allora alla guida di Blancpain e già ideatore del Fifty Fathoms, ne registrò l'utilizzo per il nuovo modello a distanza di pochi giorni da quell'impresa, stabilendo fin da subito un legame diretto tra l'orologio e l'esplorazione degli abissi.
Rispetto al Fifty Fathoms, pensato per i nuotatori da combattimento militari, il Bathyscaphe si rivolge a un pubblico più ampio di appassionati e sommozzatori sportivi, con una cassa più contenuta e linee più sobrie: rientra così, insieme ad altri modelli dell'epoca, in quella che gli storici dell'orologeria definiscono informalmente la categoria degli "skin diver", orologi da immersione pensati per un uso ricreativo più che professionale.
Dopo un periodo di minore visibilità commerciale, Blancpain rilancia il Bathyscaphe come collezione autonoma a partire dal 2013, all'interno della più ampia famiglia Fifty Fathoms, con casse in ceramica, materiali moderni e un'estetica ripulita che ne conserva però il carattere più discreto e il posizionamento di prezzo più accessibile rispetto al fratello maggiore. Nel 2026, in occasione dei settant'anni dalla nascita del modello, il marchio ha presentato un'edizione limitata ispirata alla versione del 1968.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome Bathyscaphe non nasce come trovata pubblicitaria: fu scelto in omaggio diretto al batiscafo Trieste di Auguste Piccard, protagonista di un'immersione record nel gennaio 1953. Jean-Jacques Fiechter, che di lì a poco avrebbe legato il proprio nome anche al Fifty Fathoms, decise di intitolare il nuovo modello a quell'impresa scientifica a distanza di pochissimi giorni, un dettaglio che testimonia quanto l'esplorazione degli abissi fosse, fin dagli anni Cinquanta, parte dell'identità stessa di Blancpain.
