Storia della collezione
Manta nasce sul finire degli anni Settanta come orologio da sub professionale, in un'epoca in cui Breil cercava un prodotto capace di dare al marchio un'identità tecnica precisa. Il nome, secondo il racconto più ricorrente legato al marchio, fu suggerito da un responsabile marketing di Binda Italia, appassionato di immersioni, colpito dall'eleganza silenziosa della razza manta osservata in mare aperto. Gli esemplari originali erano pensati per resistere in profondità e vennero sottoposti ai controlli tecnici allora in uso per gli orologi subacquei professionali.
Negli anni Ottanta e soprattutto nei primi anni Novanta, Manta smette di essere solo un orologio da sub e diventa un accessorio trasversale: complice il successo delle campagne pubblicitarie Breil con lo slogan "Toglietemi tutto ma non il mio Breil", il modello viene indossato anche da un pubblico femminile, che ne fa un simbolo di indipendenza più che di sola funzione sportiva. Nel 1994 arriva una versione rinnovata, proposta come cronografo unisex, che consolida questa doppia identità.
Negli anni Duemila la collezione si allarga con letture più urbane (come la linea Manta City) e materiali alternativi all'acciaio, mentre negli anni più recenti Breil ha rilanciato più volte l'eredità del modello con edizioni heritage fedeli all'estetica originale e con versioni tecnicamente aggiornate — tra cui varianti con movimento ibrido e cronografi a energia solare pensate per celebrare l'anniversario della collezione — mantenendo Manta come riferimento storico del marchio.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il legame tra Manta e l'immaginario femminile fu rafforzato anche da suggestioni grafiche vicine al mondo del fumetto d'autore italiano, coerenti con l'idea di un orologio "maschile" reinterpretato come oggetto di stile indipendente dal genere: un posizionamento insolito per l'orologeria sportiva dell'epoca.
