Storia della collezione
Tribe nasce come risposta di Breil a un cambiamento profondo nel modo di vendere e vivere l'orologio. Nel 1993 il marchio lancia la campagna pubblicitaria "Toglietemi tutto ma non il mio Breil", pensata per rivolgersi a un pubblico fino ad allora marginale per il settore: quello giovane, e in particolare femminile, spinto ad acquistare l'orologio come regalo per sé stesso più che come dono ricevuto. È in questo contesto che prende forma una linea più accessibile e dal carattere più informale rispetto alla proposta principale del marchio, capace di rinnovarsi rapidamente per intercettare i gusti di un pubblico giovane.
Nel tempo la linea si struttura come un vero e proprio sotto-marchio, "Tribe by Breil", riconoscibile per casse in acciaio di dimensioni contenute, quadranti colorati e un posizionamento di prezzo più basso rispetto alle collezioni storiche come Manta. Il nome stesso richiama l'idea di appartenenza a un gruppo, in linea con lo spirito delle campagne pubblicitarie che avevano reso Breil un fenomeno di costume ben oltre l'orologeria.
Oggi Tribe convive con estensioni della linea pensate per pubblici specifici, come la proposta rivolta ai più piccoli e le versioni smartwatch, restando la porta d'accesso più diretta al mondo Breil per chi si avvicina al marchio per la prima volta.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Lo slogan "Toglietemi tutto ma non il mio Breil", nato per accompagnare la trasformazione del marchio in questi anni, è rimasto talmente impresso nella cultura pubblicitaria italiana da essere ancora oggi citato come uno degli esempi più riusciti di comunicazione capace di trasformare un prodotto in un simbolo di identità.
