Top Time
Storia del modello
Il Top Time viene lanciato nel 1964 da Willy Breitling con un obiettivo dichiarato: parlare a un pubblico più giovane rispetto a quello, prevalentemente professionale, dei cronografi da pilota o da sub del marchio. "Ci addentriamo nel campo della gioventù, e parleremo la loro lingua", si dice fosse lo spirito con cui la linea venne presentata: quadranti colorati, cassa più contenuta e accessibile, prezzo pensato per un pubblico di neofiti dell'orologeria meccanica che cercava uno strumento sportivo e alla moda più che uno strumento professionale.
Il momento di massima notorietà del Top Time arriva l'anno successivo, nel 1965, quando una versione del modello (ref. 2002) compare al polso di James Bond nel film Thunderball, modificata sullo schermo con un contatore Geiger integrato dai laboratori di Q — uno dei primi casi di orologio "gadget" nella storia del cinema di spionaggio. Quell'esemplare specifico, sopravvissuto fino ai giorni nostri, è stato battuto all'asta nel 2013 per circa 104.000 sterline, diventando uno dei Breitling vintage più costosi mai venduti e consolidando il legame tra la linea e l'immaginario cinematografico degli anni Sessanta.
Dopo decenni di assenza dai listini, il Top Time viene reintrodotto da Breitling nel 2020 come riedizione fedele allo spirito originale: quadranti a due colori, contatori a contrasto e proporzioni compatte da 41 mm, pensati per riportare in produzione corrente l'anima "giovane e informale" che aveva reso celebre la linea negli anni Sessanta, distinguendola nettamente dal registro più formale di collezioni come il Premier.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il Top Time indossato da Sean Connery in Thunderball non era, in origine, un semplice orologio di scena: gli oggetti "gadget" di 007 venivano scelti da Breitling proprio perché già dotati di un'estetica tecnica credibile, capace di far apparire plausibile anche un dispositivo di fantasia come il contatore Geiger aggiunto dai truccatori del film.
