Computron
Storia del modello
Nel 1976, pieno della cosiddetta "crisi del quarzo" che stava ridisegnando l'intero settore orologiero, Bulova presenta il Computron: un orologio digitale con display a LED racchiuso in una cassa trapezoidale asimmetrica, soprannominata informalmente "Trapezoid". La forma non era un semplice vezzo stilistico: l'inclinazione del quadrante era pensata per permettere la lettura dell'ora senza dover ruotare il polso, un dettaglio pratico pensato esplicitamente per chi si trovava alla guida di un'automobile.
Il Computron arrivava in diverse finiture, tra cui versioni cromate e placcate oro, e utilizzava una tecnologia a LED che richiedeva la pressione di un pulsante per illuminare la visualizzazione di ora, data e altre funzioni per pochi secondi — una caratteristica comune ai display a diodi luminosi dell'epoca, più energivori rispetto ai successivi display a cristalli liquidi. Il design audace e futuristico, tipico dell'estetica "space age" degli anni '70, ne fece rapidamente un'icona della prima generazione di orologi elettronici, capace di distinguersi nettamente dal linguaggio più conservatore del resto del catalogo Bulova dell'epoca.
Il Computron ha conosciuto una seconda vita negli anni più recenti grazie a una riedizione della serie Archive Series, che mantiene fedelmente la cassa trapezoidale e il quadrante inclinato dell'originale, sostituendo però la vecchia tecnologia con un display a LED più luminoso e affidabile secondo gli standard produttivi attuali, proposto in tre diverse combinazioni di colore e materiali.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il soprannome informale "Trapezoid" con cui i collezionisti indicano ancora oggi il Computron nasce semplicemente dalla forma della sua cassa: un dettaglio all'epoca considerato quasi eccentrico, che con il tempo si è trasformato nel principale motivo del suo fascino retro-futuristico presso i nuovi appassionati.
