Ballon Bleu
Storia del modello
Presentato nel 2007, il Ballon Bleu de Cartier rappresenta una svolta significativa nella storia orologiera del marchio: dopo un secolo costruito prevalentemente su forme squadrate, ovali e tonneau, Cartier propone per la prima volta con questa ampiezza una collezione dalla cassa rotonda e morbidamente convessa, pensata per adattarsi con naturalezza al polso sia maschile sia femminile. Il nome stesso, che in francese significa "pallone blu", richiama direttamente il profilo arrotondato e gonfio della cassa.
L'elemento più riconoscibile del Ballon Bleu è la corona, coronata da un cabochon blu — la pietra sintetica color zaffiro già utilizzata su altri modelli Cartier fin dai primi del Novecento — e protetta da un arco metallico che la fa sembrare quasi sospesa sul fianco della cassa: un dettaglio che unisce funzione, la protezione della corona dagli urti, ed estetica, diventando immediatamente il segno di riconoscimento del modello. Il quadrante, con numeri romani leggermente curvati per seguire la convessità della cassa e lancette a spada blu, mantiene comunque un chiaro legame visivo con il resto della produzione Cartier.
Proposto fin dal lancio in numerose taglie e materiali, dall'acciaio più accessibile fino alle versioni in oro e con diamanti, il Ballon Bleu conosce un successo commerciale immediato e duraturo, tanto da diventare in breve tempo uno dei modelli più venduti dell'intero catalogo Cartier e uno dei pochi orologi del marchio pensati esplicitamente per un pubblico tanto maschile quanto femminile fin dalla sua concezione.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il cabochon blu che orna la corona del Ballon Bleu non è un'invenzione del 2007: questa pietra sintetica color zaffiro compare già su alcuni orologi Cartier dei primi decenni del Novecento, a conferma di come anche il modello più moderno del marchio affondi le radici in un dettaglio ereditato dalla tradizione orafa della maison.
