Oceanus
Storia del modello
Oceanus debutta nel 2004 con l'OCW-500, presentato all'epoca come il primo cronografo interamente metallico al mondo dotato contemporaneamente di ricarica solare, ricezione radiocontrollata e funzione ora mondiale. Il nome della linea, ripreso da Oceano, titano della mitologia greca legato al mare, accompagna un logo a motivo ondulato che il marchio descrive come sintesi di curve morbide e linee decise: un'immagine pensata per comunicare al tempo stesso raffinatezza tecnica e uno spirito più avventuroso rispetto alle altre linee di fascia alta del catalogo Casio.
A differenza di G-Shock o Pro Trek, costruite attorno all'idea di resistenza e utilizzo estremo, Oceanus persegue quella che Casio stessa definisce una duplice precisione: quella cronometrica, garantita da movimenti a energia solare e sincronizzazione via radiosegnale, e quella costruttiva, con casse interamente metalliche dal profilo sottile, anse curve e vetri zaffiro con trattamento antiriflesso. Negli anni la linea ha accumulato una serie di primati tecnici distintivi: la ricezione Multiband 5 nel 2006, quello che Casio ha presentato come il movimento cronografo più sottile al mondo nel 2007, sistemi di trascinamento a sei motori nel 2013, la tecnologia GPS hybrid nel 2014 e, nel 2017, una connettività Bluetooth a tre vie abbinata al GPS.
Oceanus resta una linea pensata soprattutto per il mercato domestico giapponese, dove compete direttamente con le proposte più eleganti di Seiko e Citizen, restando invece relativamente meno distribuita a livello internazionale rispetto a G-Shock o Edifice: una scelta di posizionamento che ne ha fatto, per gli appassionati fuori dal Giappone, una sorta di segreto ben custodito del catalogo Casio.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Alcuni modelli Oceanus a profilo particolarmente sottile, come la serie OCW-S100, sono conosciuti tra gli appassionati con il soprannome informale "Manta", ispirato alla linea affusolata della cassa: un nome mai ufficializzato nel catalogo Casio ma ormai entrato stabilmente nel linguaggio dei collezionisti.
