Happy Diamonds
Storia del modello
La linea Happy Diamonds nasce nel 1976 da un'idea del designer interno Ronald Kurowski, che secondo il racconto tramandato dal marchio trae ispirazione da una passeggiata nella Foresta Nera, osservando la luce del sole riflettersi sulle gocce d'acqua di una cascata: da qui l'intuizione di lasciare alcuni diamanti liberi di muoversi tra due vetri zaffiro sovrapposti, invece di incastonarli fissi sul quadrante come da tradizione.
Il primo modello, dalla cassa in oro di forma tonneau, presenta diamanti che scivolano su un fondo nero all'interno di una piccola "capsula" trasparente: un'idea tanto semplice quanto inedita nell'alta orologeria dell'epoca, premiata con la Rosa d'Oro di Baden-Baden e diventata rapidamente il tratto più riconoscibile e riconoscibile di Chopard, esteso negli anni Ottanta anche a linee di gioielleria.
Nel 1993 il concetto viene reinterpretato in chiave più sportiva e accessibile con la Happy Sport: cassa rotonda in acciaio, spesso abbinato all'oro, con cinque diamanti mobili al posto degli indici o attorno al quadrante. Pensata per un pubblico più giovane e per un uso quotidiano, la Happy Sport diventa negli anni Novanta e Duemila uno dei modelli femminili più venduti del marchio, affiancando stabilmente la linea Happy Diamonds originale nel catalogo Chopard.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Nel 2015 un orologio Happy Diamonds d'epoca è stato aggiudicato da Christie's per circa 1,67 milioni di dollari, a conferma di come un'idea nata per gioco — lasciare i diamanti liberi di "danzare" invece di fissarli — sia diventata negli anni uno dei design più collezionati e valutati dell'intera orologeria femminile.
