Grafic
Storia del modello
Il Grafic debutta alla fine del 1957, in un'epoca in cui la quasi totalità delle casse era rotonda e i quadranti tendevano a un decorativismo classico. A volerlo fortemente è Pierre Henry, allora responsabile pubblicitario di Doxa, che spinge per una cassa quadrata dal profilo morbido, non spigoloso, in linea con l'essenzialità geometrica del Bauhaus: una scelta che rompe apertamente con le convenzioni dell'orologeria dell'epoca.
Anche il quadrante attraversa un percorso di ricerca prima di trovare la propria identità: i primi tentativi puntano su indici a punto e numeri arabi, poi su una composizione a croce, finché il team non approda al disegno che diventerà la firma del modello, sei sottili linee che si incrociano al centro del quadrante. Il logo Doxa viene collocato in basso a destra, "come la firma di un pittore" — un dettaglio insolito per l'epoca, che accentua il carattere grafico e quasi astratto del quadrante da cui il modello prende il nome.
Diventato un successo commerciale e un tratto distintivo del linguaggio estetico Doxa negli anni Cinquanta e Sessanta, il Grafic viene progressivamente messo in ombra dal successo del SUB a partire dalla fine degli anni Sessanta. Il marchio lo rilancia una prima volta nel 1995 e poi, in modo più organico, nel 2007 per il cinquantesimo anniversario: la versione moderna mantiene la cassa quadrata e il motivo a linee radiali, proponendo casse in acciaio o placcate oro, quadranti in più colorazioni e, per la prima volta, anche una versione cronografo.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il Grafic nasce dieci anni prima del SUB e ne rappresenta quasi l'opposto stilistico: dove il SUB è uno strumento subacqueo pensato per la massima leggibilità in acqua, il Grafic è un orologio da città dal disegno quasi astratto, con un logo posizionato "come la firma di un pittore" — un dettaglio che, ancora oggi, resta uno dei più insoliti mai adottati da Doxa su un quadrante.
