Sherpa Dive
Storia del modello
Il nome "Sherpa" viene registrato da Enicar il 6 novembre 1956, dopo che alcuni alpinisti svizzeri avevano indossato orologi del marchio — tra cui esemplari della linea Seapearl — durante spedizioni sull'Everest e sul Lhotse. La scelta del nome, un omaggio esplicito alle guide himalayane che avevano reso possibili quelle imprese, diventa il punto di partenza di una delle famiglie di modelli sportivi più prolifiche dell'orologeria svizzera del dopoguerra: nel giro di un decennio Enicar arriverà a proporre oltre cento varianti a marchio Sherpa. È all'interno di questa famiglia che, tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, prendono forma i primi orologi subacquei dedicati, inizialmente proposti in cassa compatta da 36 mm con il nome Super-Divette.
Il tratto tecnico distintivo della linea è la cassa "Super Compressor", brevettata dal fabbricante di casse EPSA (Ervin Piquerez SA): una soluzione a doppia corona in cui la guarnizione della cassa sfrutta la pressione dell'acqua in profondità per aumentare la propria tenuta. La seconda corona, più piccola, non serve a regolare l'ora ma a ruotare una lunetta interna graduata, utilizzata dal subacqueo per cronometrare i tempi di immersione — una soluzione più protetta rispetto alla lunetta esterna già diffusa su altri orologi subacquei dell'epoca. A muovere questi orologi è tipicamente la famiglia di calibri automatici Enicar 1145, che batte a 18.000 alternanze orarie e integra protezione antiurto Incabloc, con rubini aggiuntivi sui punti di maggiore usura del rotore.
Nel corso degli anni Sessanta la gamma Sherpa Dive si allarga a casse più generose, fino a raggiungere il proprio vertice tecnico ed estetico nel riferimento Sherpa Ultradive 144/35/03, introdotto attorno al 1966: una cassa da 43 mm con un'inconsueta protezione asimmetrica della corona, quadrante nero opaco con datario a disco rosso e indici applicati. Oggi questi esemplari, sopravvissuti in numero limitato, sono tra i più ricercati dai collezionisti del marchio, e testimoniano un'ambizione tecnica notevole per un'azienda che, nel complesso, restava posizionata su una fascia di mercato accessibile rispetto alle grandi manifatture svizzere.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Nel 1957, per dimostrare pubblicamente la tenuta stagna della propria tecnologia, Enicar fece fissare un orologio della famiglia Sherpa Ocean Pearl allo scafo del Mayflower II, la replica del veliero dei Padri Pellegrini, durante la sua traversata dell'Atlantico verso gli Stati Uniti: un esperimento estremo, ben lontano dall'uso quotidiano, ma coerente con l'immagine avventurosa che il marchio stava costruendo attorno al nome Sherpa.
