Storia della collezione
Dopo i primi anni dedicati a complicazioni spettacolari come il tourbillon e la risonanza, nel 2005 François-Paul Journe presenta un orologio pensato per essere, nelle intenzioni, il più semplice del suo catalogo: il Chronomètre Souverain. Sotto l'apparente sobrietà — tre lancette, piccoli secondi, indicatore di riserva di carica — si nasconde però lo stesso rigore costruttivo delle complicazioni più celebrate della Maison.
Il calibro 1304 riprende una soluzione tipica della cronometria marina: due bariletti motori disposti in parallelo, che invece di allungare semplicemente l'autonomia servono a mantenere una coppia motrice più lineare e costante durante tutta la riserva di carica. Il treno del rotismo è posizionato sul lato quadrante per motivi estetici, mentre l'indicatore di riserva di carica, spesso all'epoca un meccanismo ingombrante, viene ridotto a uno spessore di appena mezzo millimetro grazie all'uso di cuscinetti a sfera in ceramica.
A due decenni dal lancio, il Chronomètre Souverain è rimasto quasi identico a sé stesso nell'impostazione generale, arricchendosi nel tempo di varianti di quadrante e di alcune edizioni riservate alle boutique: una continuità che ne ha fatto, per molti collezionisti, il primo orologio con cui si entra nel mondo F.P. Journe.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Nonostante l'aspetto sobrio, il Chronomètre Souverain non è mai stato prodotto con un movimento rodiato: ogni singolo esemplare monta una platina interamente in oro rosso 18 carati, una scelta costruttiva costosa che il marchio ha mantenuto invariata fin dal lancio.
