Crazy Hours
Storia della linea
L'idea del Crazy Hours nasce, secondo il racconto dello stesso Franck Muller, durante una vacanza alle Mauritius: da qui il progetto di un orologio in cui le ore non si susseguano più in ordine, ma "saltino" da un numero all'altro secondo una sequenza volutamente spiazzante. Il modello viene presentato nel 2003 e diventa in breve tempo uno dei simboli più immediatamente riconoscibili del marchio, capace di tradurre in un meccanismo concreto la filosofia dichiarata da Franck Muller: "ho trovato un modo per decostruire e ricostruire il tempo".
Dal punto di vista tecnico, il Crazy Hours si basa su un modulo di ore saltanti (jumping hour) abbinato a un movimento automatico: la lancetta delle ore compie un salto di circa 150 gradi al termine di ogni ora per raggiungere la cifra successiva nella sequenza non lineare, mentre la lancetta dei minuti prosegue il proprio percorso tradizionale sui 60 minuti del quadrante. Il risultato è un quadrante in cui i numeri non occupano le posizioni orarie consuete, ma restano comunque perfettamente leggibili una volta appresa la logica del meccanismo.
Nato originariamente su cassa Cintrée Curvex, il modulo Crazy Hours è stato negli anni riproposto anche su altre linee del catalogo, in particolare sulla più sportiva Vanguard, e declinato in numerose varianti di quadrante, materiali e colori, comprese versioni scheletrate e femminili con diamanti. Nel 2018 il marchio ha celebrato il quindicesimo anniversario della linea con un'edizione speciale dedicata, a conferma della sua importanza nel catalogo Franck Muller accanto alla stessa Cintrée Curvex.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Nonostante l'effetto visivo, sul quadrante del Crazy Hours i numeri restano fissi nelle rispettive posizioni: è soltanto la lancetta delle ore a "saltare" da una cifra all'altra seguendo la sequenza non lineare, mentre l'intero meccanismo continua a misurare il tempo in modo perfettamente regolare sotto la superficie apparentemente disordinata del quadrante.
