Laureato
Storia del modello
Il Laureato nasce nel 1975, in un decennio in cui l'industria orologiera svizzera dell'alta gamma sperimenta con casse in acciaio e bracciali integrati come nuovo linguaggio dello sportivo-elegante, in risposta alla concorrenza del quarzo e a un pubblico che chiedeva orologi tanto rifiniti quanto indossabili ogni giorno. Girard-Perregaux sceglie per il progetto una lunetta ottagonale — evocazione stilizzata di una corona d'alloro, coerente con il nome scelto — e un bracciale che prosegue senza soluzione di continuità la linea della cassa, secondo il team interno della Manifattura che rivendica un disegno sviluppato, ingegnerizzato e realizzato interamente in casa. Il nome "Laureato", parola italiana insolita per un orologio svizzero, richiama l'idea di successo, riconoscimento e compimento: secondo quanto dichiarato dalla Casa, l'intenzione non era creare "solo un orologio, ma una visione". Le prime esecuzioni, coerenti con lo spirito tecnico dell'epoca, montano movimenti al quarzo di alta precisione.
Negli anni successivi il Laureato attraversa più fasi di rilancio senza mai uscire davvero di produzione. Nel 1995, per il ventesimo anniversario della linea, Girard-Perregaux la ripropone con un calibro automatico manifatturiero, il GP3100, segnando il passaggio definitivo dal quarzo alla meccanica come cuore dell'identità della collezione. Nel 2005 arriva una terza evoluzione della cassa, la Evo3, dal carattere più sportivo e dalle proporzioni aggiornate al gusto contemporaneo. Il momento di svolta più recente risale al 2016, quando in occasione del 225° anniversario del marchio il Laureato viene rilanciato con un nuovo calibro automatico, il GP3300, diventando l'anno successivo una collezione permanente e strutturata su più diametri — da modelli più contenuti pensati per un pubblico femminile fino ai 42 mm della referenza più iconica — anziché una singola linea occasionale.
Oggi il Laureato convive, nel catalogo della Manifattura, con l'eredità storica del Tourbillon a Tre Ponti d'Oro, e le due icone sono state fatte dialogare direttamente: la referenza Laureato Absolute Light del 2020, con cassa interamente in zaffiro, e soprattutto la Laureato Three Gold Bridges, che innesta il calibro proprietario GP9620 a tre ponti d'oro all'interno della cassa ottagonale, dimostrano come il marchio utilizzi il proprio linguaggio sportivo più recente come veicolo per il patrimonio tecnico più antico. È un percorso che rende il Laureato, a cinquant'anni dal debutto, non più solo un prodotto della sua epoca ma la collezione di riferimento dell'intera Manifattura.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome "Laureato" non è un termine tecnico né un riferimento geografico, come consuetudine per molte collezioni sportive svizzere dell'epoca, ma una parola italiana che significa letteralmente "chi ha conseguito una laurea": una scelta comunicativa insolita, pensata per evocare un'idea di traguardo e riconoscimento più che una caratteristica tecnica dell'orologio. Curiosamente, proprio la lunetta ottagonale che oggi definisce la linea è descritta dalla Manifattura come un'evocazione stilizzata di una corona d'alloro, coerente con il nome scelto.
