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Girard-Perregaux Tourbillon con Tre Ponti d'Oro
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Foto in arrivo
MovimentoCalibro GP09400, automatico con micro-rotore
Diametro44 mm
Spessore14,55 mm
Riserva di carica60 ore
Impermeabilità3 bar (30 m)

Tourbillon con Tre Ponti d'Oro

Il brevetto del 1884 diventato, in forma stilizzata, il logo stesso della Manifattura

Storia del modello

Negli anni 1860 Constant Girard mette a punto un'architettura di tourbillon estranea a ogni convenzione dell'epoca: invece di nascondere il meccanismo sotto un unico ponte, come voleva la prassi, allinea bariletto, treno del tempo e gabbia del tourbillon sotto tre ponti paralleli a punta di freccia, realizzati in oro. La scelta non è solo estetica — ogni ponte isola e protegge un gruppo funzionale distinto, migliorando accessibilità e regolazione — ma diventa immediatamente anche un manifesto visivo: per la prima volta il cuore regolatore dell'orologio, anziché essere celato, viene messo in scena. Presentata con risultati cronometrici da record all'Osservatorio di Neuchâtel, l'invenzione viene depositata come brevetto negli Stati Uniti nel 1884, formalizzando un disegno che da allora porta il nome della Manifattura in tutto il mondo.

Il momento di consacrazione arriva nel 1889, quando un esemplare da tasca in oro rosa costruito secondo questa architettura vince la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi — la stessa rassegna che vede l'inaugurazione della Torre Eiffel. Il pezzo viene in seguito ribattezzato "La Esmeralda", dal nome delle boutique di Parigi e di Città del Messico presso cui viene esposto e commercializzato. Secondo la tradizione tramandata dalla Casa, l'esemplare sarebbe appartenuto al generale Porfirio Díaz, allora presidente del Messico, prima di essere riacquistato dalla Manifattura per la propria collezione storica. La produzione della complicazione a tre ponti si interrompe però nel 1911, alla morte di Constant Girard: per settant'anni l'architettura resta un capitolo chiuso, conservato solo nei musei e negli archivi della Casa.

La rinascita arriva a cavallo tra il 1980 e il 1981, quando Girard-Perregaux realizza una serie di venti orologi da tasca fedeli al disegno originale — un lavoro di ricostruzione che per il primo esemplare richiede, secondo quanto riportato dalla Manifattura, oltre 1.500 ore di lavoro. Nel 1991, in occasione del proprio bicentenario, la Casa presenta la prima versione da polso della complicazione, portando per la prima volta i tre ponti d'oro sul polso invece che in tasca. Da allora l'architettura è stata reinterpretata più volte, fino alla nuova Esmeralda in oro bianco presentata nel 2016 per il 225° anniversario del marchio, confermando il ruolo di questa invenzione come firma tecnica ed estetica permanente della Manifattura — al punto da essere ripresa, in forma stilizzata, nel logo stesso di Girard-Perregaux.

Caratteristiche tecniche

Movimento
Calibro GP09400-0016, automatico con micro-rotore in platino
Complicazione
Tourbillon a un minuto con tre ponti d'oro a vista
Cassa
44 mm x 14,55 mm, oro bianco 18 carati
Frequenza
21.600 A/h (3 Hz)
Riserva di carica
60 ore
Componenti
310, di cui 27 rubini
Vetro
Zaffiro, anche sul fondello
Impermeabilità
3 bar (30 m)

Esecuzioni principali

"La Esmeralda" originale, tasca, oro rosaMedaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi1889
Riedizione da tasca, 20 esemplariFedele al disegno originale del 18891980-1981
Prima versione da polsoPer il bicentenario della Manifattura1991
La Esmeralda, oro bianco 44 mmPer il 225° anniversario del marchio2016
Curiosità

Pochissimi marchi orologieri al mondo possono dire che il proprio simbolo grafico sia, letteralmente, un componente meccanico brevettato: il logo Girard-Perregaux raffigura ancora oggi la sagoma stilizzata dei tre ponti paralleli disegnati da Constant Girard negli anni 1860. Una curiosità legata invece all'esemplare originale del 1889 vuole che sia appartenuto al generale Porfirio Díaz, allora presidente del Messico — coerente con il nome stesso "La Esmeralda", ripreso dalle boutique parigina e di Città del Messico presso cui il pezzo fu esposto e venduto.