Storia del modello
Se l'Airman nasce per rispondere alle esigenze dei piloti, il Combat viene lanciato nel 1967 come controparte pensata per un uso militare e outdoor più terreno: un orologio robusto, leggibile e resistente, rivolto a chi opera sul campo piuttosto che in cabina di pilotaggio. Le prime esecuzioni presentano quadranti neri opachi con numeri arabi ben leggibili, una scala interna a 24 ore e casse a tenuta stagna di tipo "compressor", realizzate in collaborazione con EPSA, fornitore specializzato che in quegli stessi anni produceva casse analoghe per diversi orologi strumentali svizzeri.
Il Combat mantiene per anni un profilo più defilato rispetto all'Airman, pur restando in produzione con diverse varianti orientate al mondo militare e delle attività all'aperto. È soprattutto a partire dai primi anni Duemila che il marchio ne sviluppa in modo più deciso il potenziale subacqueo, dando vita al Combat Sub: un'evoluzione che unisce l'estetica militare originale — quadrante scuro, corona vistosa, robustezza della cassa — a specifiche tecniche proprie di un orologio da immersione professionale, con lunette unidirezionali graduate e impermeabilità elevata.
Oggi la famiglia Combat comprende diverse declinazioni — tra cui esecuzioni Sub più orientate al subacqueo, esecuzioni Field più vicine all'impostazione da orologio da campo, e riedizioni in chiave vintage che richiamano il disegno originale del 1967 — mantenendo però un'identità comune: quella di un orologio pensato prima di tutto per la resistenza e la leggibilità in condizioni difficili, complementare rispetto alla vocazione aeronautica dell'Airman.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Le casse "compressor" a tenuta stagna delle prime esecuzioni Combat, fornite dalla ditta EPSA, erano una tecnologia condivisa con altri orologi strumentali svizzeri dell'epoca: lo stesso know-how tecnico su cui Glycine farà leva decenni più tardi per sviluppare il Sea Kraken, ispirato a un raro subacqueo del marchio della stessa generazione.
