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Hublot MP Collection
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Foto in arrivo
MovimentiManifatturieri esclusivi, spesso multi-bariletto
Riserva di caricaDa 10 a 50 giorni secondo il modello
CasseForme non convenzionali, titanio o carbonio 3D
ProduzioneSerie molto limitate o pezzi unici
ComplicazioniTourbillon multi-asse, display a tamburi rotanti

MP Collection

Il laboratorio delle complicazioni estreme, dove Hublot mette alla prova ogni convenzione dell'orologeria meccanica

Storia della linea

La MP Collection — dove le iniziali stanno per "Masterpiece" — debutta nel gennaio 2011, affidata a un team dedicato di orologiai, ingegneri e designer riuniti internamente da Hublot sotto il nome di "Confrérie Horlogère". Jean-Claude Biver ne descrive l'obiettivo con una formula diventata celebre: "più orologeria, più maestria, più innovazione". A differenza delle altre linee del catalogo, la MP Collection non punta all'accessibilità commerciale ma a spingere ai limiti l'ingegneria orologiera, con complicazioni inedite, riserve di carica record e soluzioni estetiche fuori dagli schemi.

La numerazione dei modelli, da MP-01 in avanti, non segue un ordine cronologico ma quello di completamento dei singoli progetti, il che spiega perché talvolta un numero più alto preceda sul mercato un numero più basso. Tra le tappe più significative figurano l'MP-01 (2011), cronografo dalla cassa a botte con una riserva di carica di dieci giorni ottenuta grazie a tre bariletti consecutivi, e soprattutto l'MP-05 "LaFerrari" (2013), sviluppato in collaborazione con Ferrari: undici bariletti impilati alimentano un calibro che Hublot presenta con un dichiarato record di cinquanta giorni di riserva di carica, mentre il tempo viene letto su tamburi rotanti al posto delle tradizionali lancette.

La ricerca prosegue con l'MP-11 (2018), che condensa una riserva di carica di quattordici giorni, distribuita su sette bariletti verticali, in una cassa dallo spessore contenuto per un orologio di questa complessità. Più di recente la collezione si apre anche a collaborazioni artistiche: l'MP-15 (2023), realizzato con l'artista giapponese Takashi Murakami, introduce il primo tourbillon volante centrale prodotto in serie in una cassa a forma di fiore a dodici petali, mentre le MP-16 e MP-17, sviluppate con l'artista Daniel Arsham, reinterpretano in chiave scultorea, fluida e quasi liquida la lettura del tempo.

Caratteristiche tecniche

Movimenti
Manifatturieri esclusivi, spesso con più bariletti (fino a undici)
Riserva di carica
Da 10 a 50 giorni a seconda del modello
Casse
Forme non convenzionali (a botte, a fiore), titanio o carbonio 3D
Vetro
Zaffiro, in alcuni modelli anche su fondello e fianchi cassa
Complicazioni
Tourbillon multi-asse, display a tamburi rotanti, funzioni retrograde
Produzione
Serie limitate a poche decine di esemplari o pezzi unici
Diametro
Variabile, spesso oltre i 45-50 mm data la complessità dei calibri
Collaborazioni
Ferrari (MP-05), Takashi Murakami (MP-15), Daniel Arsham (MP-16/17)

Esecuzioni principali

MP-01Cronografo a botte, riserva di carica di 10 giorni su tre bariletti, calibro HUB51002011
MP-05 "LaFerrari"Sviluppato con Ferrari, undici bariletti, riserva di carica dichiarata di 50 giorni2013
MP-11Riserva di carica di 14 giorni in una cassa di soli 10,9 mm di spessore2018
MP-15 Takashi MurakamiPrimo tourbillon volante centrale di serie, cassa a fiore a dodici petali2023
Curiosità

Sull'MP-05 "LaFerrari", per ottenere il dichiarato record di cinquanta giorni di riserva di carica, Hublot ha sostituito le tradizionali lancette con tamburi rotanti che scorrono su indicazioni lineari: il risultato ricorda più il contachilometri di un'automobile che il quadrante di un orologio, una scelta coerente con la collaborazione che ha dato vita al progetto.