Storia del modello
Prima ancora che Mido presentasse un vero orologio da immersione, il marchio depositava già i simboli che ne avrebbero definito l'identità: lo stemma con la stella marina nel 1942 e il nome "Oceanstar" nel 1944. È però nel 1959 che questi elementi confluiscono nell'Ocean Star Commander, un orologio dalla cassa monoblocco a guscio unico, senza apertura sul fondo, abbinata al sistema di tenuta della corona Aquadura: una soluzione che permetteva un'impermeabilità difficilmente raggiungibile con le casse tradizionali dell'epoca.
Il legame con il mondo delle immersioni si consolida nel 1961 con la versione "Decompression Timer", riconoscibile per il quadrante multicolore e per una scala di decompressione utile ai sommozzatori per calcolare le soste di sicurezza durante la risalita. Nel 1965 un Ocean Star accompagna la spedizione antartica guidata dal veterano Warwick Deacock, un episodio che il marchio cita ancora oggi come prova sul campo della robustezza della collezione.
Nella produzione attuale la linea si è ampliata in più direzioni: dall'Ocean Star 200 Automatic, pensato come ingresso nel mondo dei diver Mido, fino all'Ocean Star 600 Chronometer, certificato COSC e dotato di valvola di rilascio dell'elio, passando per la Tribute che riprende in chiave contemporanea l'estetica degli anni Sessanta. Il filo che le unisce resta lo stesso: un orologio da immersione conforme alle norme ISO 6425, offerto a un prezzo tipicamente più accessibile rispetto a molti concorrenti del settore.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
La versione "Decompression Timer" del 1961, oggi molto ricercata dai collezionisti, non era pensata come oggetto vintage da esibire: la sua scala colorata sul quadrante era uno strumento di calcolo pensato per un uso reale sotto la superficie, decenni prima che i computer da immersione elettronici rendessero quel tipo di calcolo manuale superfluo.
