Heritage
Storia della linea
La collezione Heritage (presentata anche come Heritage Chronométrie) nasce nel 2018, in coincidenza con il 160° anniversario della fondazione di Minerva, come il progetto attraverso cui Montblanc rende più visibile al pubblico il lavoro di recupero dell'archivio storico della manifattura di Villeret. Sotto la guida dell'allora direttore della divisione orologi, Davide Cerrato, il team ha attinto direttamente ai disegni tecnici, ai calibri e ai codici estetici custoditi negli archivi Minerva per costruire una collezione che non si limita a "citare" il passato, ma ne riprende letteralmente le soluzioni costruttive.
Il linguaggio estetico della linea guarda all'eleganza degli anni Quaranta e Cinquanta, un periodo in cui palette cromatiche come il salmone, il caramello fumé e l'argento brillante erano diffuse sui quadranti dell'epoca: la Heritage le recupera su quadranti bombati con finiture a raggi di sole, abbinati a indici puntiformi, numeri arabi a ore 12 e 6 e vetri zaffiro bombati che riproducono il profilo delle casse vintage originali.
Il modello più radicale nel recupero dell'archivio è l'Heritage Pulsograph, un'edizione limitata a 100 esemplari che riprende il calibro Minerva 13.20 degli anni Venti in una versione rinnovata (calibro MB M13.21, a carica manuale con finitura Côtes de Genève), completa di scala pulsometrica per la misurazione del battito cardiaco: un dettaglio tipico dei cronografi da polso di inizio Novecento, quando questa funzione veniva effettivamente utilizzata da personale medico. Accanto a esso, la collezione comprende il Monopusher Chronograph con calibro automatico MB 25.12, il Perpetual Calendar con il calibro manifatturiero MB 29.22 (che introduce un sistema di regolazione bidirezionale da corona), e varianti più accessibili come GMT e Automatic, pensate come porta d'accesso più contenuta all'universo Minerva.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
La scala pulsometrica del Pulsograph, oggi un vezzo estetico da collezionisti, aveva in origine un uso molto pratico: contando un certo numero di battiti cardiaci del paziente e fermando il cronografo, un medico poteva leggere direttamente sul quadrante il numero di pulsazioni al minuto, senza fare alcun calcolo.
