Museum Watch
Storia del modello
Nel 1947 il designer modernista Nathan George Horwitt, americano di origini russe attivo a New York, propone a Movado un quadrante che rompe con ogni convenzione dell'orologeria fino a quel momento: nessun numero, nessuna lancetta dei secondi, nessuna decorazione — solo una superficie nera assoluta interrotta da un singolo punto dorato posizionato esattamente a ore 12. Il significato è dichiarato dallo stesso Horwitt: quel punto rappresenta il sole nel momento in cui raggiunge lo zenit, a mezzogiorno, riportando la misura del tempo alla sua origine più antica, la meridiana. La filosofia progettuale che guida Horwitt è riassunta in una frase che il designer ripete spesso: "Without use, there is no beauty — without beauty, what is the use?" ("senza funzione non c'è bellezza, e senza bellezza a cosa serve la funzione?") — un manifesto minimalista che anticipa di decenni tendenze che nel design industriale diventeranno mainstream solo molto più avanti.
Il riconoscimento decisivo arriva nel 1960: il quadrante disegnato da Horwitt diventa il primo quadrante di un orologio ad essere accolto nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York, un'istituzione che fino a quel momento non aveva mai considerato un componente orologiero come oggetto di design meritevole di conservazione museale. Da quel momento il modello, prodotto da Movado, viene ribattezzato semplicemente "Museum Watch" o "Museum Dial", nome che ne accompagna ancora oggi ogni riedizione. La vicenda ha però anche un lato meno celebrato: Horwitt, che aveva depositato il disegno come proprio brevetto industriale già nel 1953, si trova a dover rivendicare i diritti sulla propria creazione quando altri marchi iniziano a riprodurre quadranti dallo stile molto simile. La disputa con Movado, che nel frattempo aveva commercializzato ampiamente il design, si risolve solo nel 1975 con un accordo economico — circa 29.000 dollari corrisposti a Horwitt — che chiude formalmente la questione dei diritti sull'icona che il marchio aveva reso celebre in tutto il mondo.
Nei decenni successivi il Museum Watch smette di essere un singolo modello e diventa una vera e propria collezione permanente del catalogo Movado, oggi nota come Museum Classic: la cassa si è evoluta da forme più contenute a diametri più generosi come i 40 mm oggi diffusi, i movimenti sono passati in larga parte al quarzo svizzero, e il quadrante nero originale si è affiancato a varianti con indici in diamante, casse bicolore in acciaio e oro, e persino declinazioni al femminile con dimensioni più raccolte. Ciò che non è mai cambiato, in oltre settant'anni di produzione quasi ininterrotta, è il punto dorato a ore 12: l'elemento che rende il Museum Watch riconoscibile a colpo d'occhio e che resta, ancora oggi, l'icona di design più identificabile di tutto il marchio Movado.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il punto dorato a ore 12 non è un vezzo estetico: rappresenta letteralmente il sole nel momento dello zenit, a mezzogiorno, in un rimando dichiarato da Horwitt alla meridiana come antenato di ogni strumento per la misura del tempo. È inoltre uno dei pochissimi casi nella storia dell'orologeria industriale in cui il MoMA di New York ha riconosciuto un quadrante — un componente tecnico pensato per la produzione di massa — come opera di design meritevole della collezione permanente di un museo d'arte moderna, accanto a sedie, lampade e altre icone del design del Novecento.
