Tangente
Storia della linea
La Tangente è, insieme a Orion, Ludwig e Tetra, uno dei quattro modelli con cui Nomos si presenta al pubblico nel 1992, appena due anni dopo la fondazione dell'azienda. Disegnata da Susanne Günther, diventa rapidamente il volto più riconoscibile del marchio: una cassa sottile, un quadrante essenziale con indici a bastoncino e lancette filiformi, un secondo contatore ("piccolo secondo") collocato a ore 6 in perfetto asse con la corona a ore 3 — un dettaglio geometrico che i fan del marchio citano ancora oggi come la firma visiva della linea.
Il nome stesso, "Tangente", richiama proprio quella linea immaginaria che unisce la corona al piccolo secondo, sottolineando quanto il design dell'orologio nasca da un principio geometrico prima che decorativo — un'impostazione dichiaratamente debitrice della scuola Bauhaus, con cui Nomos ha costruito da subito la propria identità pubblica nonostante l'azienda sia nata decenni dopo la chiusura di quella scuola.
Nel tempo la Tangente è stata riproposta in numerose varianti di diametro (dai 27 mm delle esecuzioni più contenute ai 41 mm delle versioni più grandi) e con complicazioni aggiuntive — data, riserva di carica, fino alla versione Neomatik con movimento automatico ultrapiatto — restando sempre riconoscibile come la stessa linea fondativa, oggi probabilmente l'orologio più fotografato quando si parla di "estetica Bauhaus" applicata all'orologeria contemporanea.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome della linea non è decorativo: descrive letteralmente la retta immaginaria che unisce sul quadrante la corona di carica a ore 3 e il piccolo secondo a ore 6, un allineamento geometrico che Nomos rivendica come prova del proprio approccio al design orientato alla struttura più che all'ornamento.
