ChronOris
Storia della linea
Il Chronoris originale debutta nel 1970 come primo cronografo Oris equipaggiato con un movimento di produzione interna, in un'epoca in cui il marchio stava ancora costruendo la propria identità sportiva: una cassa voluminosa di forma tonneau, quadranti in combinazioni cromatiche audaci — arancione, grigio, nero e bianco — e una soluzione tecnica poco convenzionale, con una ghiera interna girevole azionata da un pulsante a ore 4 invece dei classici contatori cronografici disposti sul quadrante. Fu proprio questo modello, secondo diverse fonti di settore, a introdurre Oris nell'universo del motorsport, in un momento storico particolarmente favorevole per un simile posizionamento.
Dopo decenni di assenza dal catalogo, il nome Chronoris torna una prima volta nel 2005, per poi essere riproposto in una versione più elaborata al Baselworld del 2017, presentata come "il secondo rilancio" del nome nel ventunesimo secolo. Nessuna delle due riedizioni moderne è una replica esatta dell'originale, ma entrambe ne catturano con fedeltà lo spirito estetico: cassa contenuta in 39 mm, quadrante a due colori con contrasti netti, lancette e indici trattati con Super-LumiNova, e proprio la caratteristica ghiera interna azionata dal pulsante laterale, oggi ribattezzato in etichetta "ChronOris" con la grafia a due maiuscole diventata quasi un marchio nel marchio.
A differenza dell'originale del 1970, le versioni moderne più diffuse — come la ChronOris Date da 39 mm — rinunciano alla funzione cronografica vera e propria in favore di un'impostazione a tre lancette con datario, affidata al calibro automatico 733 basato sul Sellita SW200-1: una scelta che privilegia l'estetica racing e l'accessibilità di prezzo rispetto alla complicazione originale, riservata invece a edizioni speciali a tiratura limitata pensate per gli appassionati e più direttamente legate al motorsport storico.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome è un gioco di parole tra "chrono" e "Oris": nelle riedizioni più recenti il marchio ha scelto di scriverlo con due maiuscole, "ChronOris", proprio per rendere più evidente questa fusione — un dettaglio tipografico che distingue le versioni moderne dalla dicitura originale degli anni '70, semplicemente "Chronoris".
