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Oris

Fondata nel 1904 a Hölstein, Svizzera — manifattura indipendente, esclusivamente meccanica dal 1982

Storia del marchio

Oris nasce il 1° giugno 1904 a Hölstein, un piccolo villaggio della Valle di Waldenburg nel Canton Basilea Campagna, quando Paul Cattin e Georges Christian rilevano una fabbrica di orologi in disuso, la Lohner & Co, e la ribattezzano con il nome di un piccolo torrente locale, l'Orisbach, che scorre proprio in quella valle. Un'origine modesta — appena 67 dipendenti nel primo anno — che si trasforma rapidamente in una crescita impetuosa: entro il 1911 Oris è già il principale datore di lavoro del villaggio con oltre 300 orologiai, costruisce persino alloggi per i propri artigiani, e nel 1914 supera il milione di orologi prodotti, con stabilimenti aperti anche a Holderbank, Como, Courgenay, Herbetswil e Ziefen.

Il legame con l'aviazione, che diventerà una delle cifre distintive del marchio, affonda le radici già negli anni Dieci: un orologio da tasca pensato per aviatori compare nel 1911, seguito nel 1917 da uno dei primi veri orologi da polso per piloti. È però nel 1938 che Oris presenta il modello che diventerà leggendario, il Big Crown: una corona volutamente sovradimensionata, pensata per essere manovrata anche con i guanti da volo, abbinata a un calendario puntatore leggibile a colpo d'occhio in cabina di pilotaggio. Nel dopoguerra il marchio continua a innovare sul piano meccanico, con il calibro 601 del 1952 (uno dei primi automatici di produzione propria) e con una funzione di allarme introdotta nel 1956; nel 1965 nasce poi l'orologio da immersione che, decenni più tardi, tornerà a nuova vita come una delle collezioni più amate del marchio.

Il 1970 segna una svolta meno felice: Oris entra a far parte dell'ASUAG (Allgemeine Schweizer Uhrenindustrie AG, uno dei due grandi consorzi che daranno poi origine al gruppo Swatch), e la nuova proprietà impone una riconversione forzata verso la produzione al quarzo. La crisi che attraversa l'intera industria orologiera svizzera in quegli anni colpisce duramente anche Oris, che all'inizio degli anni Ottanta si ritrova con poche decine di dipendenti e la produzione interna praticamente ferma. È a questo punto che accade l'episodio più importante della storia recente del marchio: nel 1982 il direttore generale Rolf Portmann e il responsabile marketing Ulrich W. Herzog rilevano l'azienda dall'ASUAG con un management buyout, restituendole l'indipendenza. La scelta che ne consegue è ancora più radicale: Oris decide di abbandonare del tutto il quarzo per tornare a produrre esclusivamente orologi meccanici, posizionandosi nella fascia del lusso accessibile — una decisione controcorrente rispetto al resto del settore in quegli stessi anni, e che il marchio non ha mai più cambiato.

Da allora Oris è rimasta una delle pochissime manifatture svizzere di rilievo a non essere mai (più) entrata a far parte di un grande gruppo orologiero, restando sotto il controllo dei suoi stessi dirigenti storici — oggi presieduta da Ulrich W. Herzog, con Rolf Studer e Claudine Gertiser-Herzog come co-CEO. Questa indipendenza ha permesso investimenti costanti nella meccanica di manifattura propria: dal 2014 la famiglia di calibri manuali 110-115 (10 giorni di riserva di carica), fino al Calibre 400 presentato nel 2020, un movimento antimagnetico con 5 giorni di riserva di carica e una garanzia decennale, tra le più lunghe dell'intero settore. Nel 2018 Oris ha inoltre interrotto la sponsorizzazione della scuderia di Formula 1 Williams per dirottare risorse e comunicazione verso l'impegno ambientale, culminato nella campagna "Change for the Better", lanciata nel 2010 con il primo orologio dedicato alla Grande Barriera Corallina in collaborazione con la Australian Marine Conservation Society. Sono seguite partnership con la Coral Restoration Foundation (dal 2017, con edizioni come la Staghorn Restoration e due modelli GMT per il ripristino della Carysfort Reef in Florida), con Pacific Garbage Screening (dal 2019, per la lotta alla plastica negli oceani) e, più recentemente, con l'organizzazione coreana Seoul KFEM per la pulizia del fiume Hangang — un impegno che il marchio racconta come parte integrante della propria identità, non come semplice iniziativa di marketing.

Cosa lo contraddistingue

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Indipendenza rara nel settore
Dopo il management buyout del 1982 che la sottrasse all'ASUAG, Oris non è mai più entrata a far parte di un grande gruppo orologiero — una condizione oggi rarissima tra le manifatture svizzere di questa dimensione.
⚙️
Dal quarzo alla meccanica esclusiva
Riconquistata l'indipendenza, il marchio scelse nei primi anni '80 di abbandonare del tutto il quarzo per produrre solo orologi meccanici, una decisione mai più rimessa in discussione.
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Impegno concreto per gli oceani
Dal 2010 la campagna "Change for the Better" lega orologi in edizione limitata a partnership reali con organizzazioni per la conservazione marina, dalla Grande Barriera Corallina alla lotta alla plastica negli oceani.

Linee principali