Firshire
Storia della linea
Il Firshire è, insieme al Gentleman, il volto più classico e riconoscibile del catalogo Paul Picot: una collezione di orologi eleganti costruita attorno a due forme di cassa ricorrenti, quella rotonda ("Ronde") e quella tonneau, entrambe interpretate con quadranti rifiniti a mano e un catalogo di complicazioni pensate per l'uso quotidiano più che per l'esibizione tecnica. Nel corso degli anni la linea ha ospitato numerose varianti — dal regolatore con secondi retrogradi alle fasi lunari doppie della versione "2 Moon"/"Double Moon", fino a esecuzioni ultrapiatte a carica manuale — mantenendo però una coerenza stilistica di fondo che ne fa, secondo le fonti di settore consultate, una delle collezioni con la storia commerciale più lunga e continuativa del marchio.
Diverse esecuzioni storiche del Firshire portano in nome un riferimento numerico — come "Firshire 1937", "Firshire 2000" o "Firshire 3000" — usato dal marchio per distinguere le diverse famiglie di cassa e movimento nate nel tempo attorno alla stessa linea, più che per indicare un anno di progettazione originale: una convenzione di nomenclatura che rende il Firshire, più che una singola referenza, un vero e proprio ombrello di famiglie di prodotto imparentate dalla stessa impostazione estetica.
La linea resta attiva ed è stata oggetto di un rinnovamento recente: nel 2026 Paul Picot ha presentato il Firshire Megarotor Classic Sector, un'esecuzione che riprende l'estetica degli anni Sessanta — quadrante blu o argento con finitura sunburst in stile "Sector", cassa in acciaio da 42 mm con finiture alternate lucide e satinate — e la abbina a un rotore oscillante in tungsteno che il marchio descrive capace di ridurre di circa il 20% i tempi di ricarica rispetto a un rotore convenzionale, a dimostrazione di come la collezione continui a essere un banco di prova per piccoli affinamenti tecnici all'interno di un linguaggio estetico volutamente classico.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome delle diverse famiglie Firshire non segue una logica di anno di lancio ma di codice interno di famiglia — motivo per cui coesistono in catalogo, anche a distanza di molti anni, esecuzioni "1937", "2000" e "3000" prodotte in realtà tutte a partire dagli anni Duemila: un dettaglio che genera talvolta confusione tra i collezionisti meno esperti del marchio.
