LAB Peripheral
Storia della collezione
Lanciata nel 2021, LAB Peripheral rappresenta la declinazione più recente e più tecnica con cui Perrelet continua a raccontare il principio della carica automatica inventato da Abraham-Louis Perrelet: qui il peso oscillante non è più un rotore centrale o una turbina sovrapposta al quadrante, ma un rotore periferico che percorre il bordo esterno del movimento, lasciando completamente libera la lettura del quadrante al centro. Il marchio richiama esplicitamente, come riferimento storico per questa architettura, il concetto Dipteros elaborato negli anni '90 proprio da Perrelet.
La cassa, di forma a cuscino con fianchi angolari da 42 mm, ospita quadranti costruiti su più livelli concentrici, con colori e texture differenti che creano un effetto di profondità pur mantenendo un disegno più sobrio rispetto alla Turbine. Le prime uscite della collezione hanno introdotto due impostazioni distinte: una a tre lancette e data, di impostazione più minimale, e una con doppio fuso orario e grande data, pensata per chi viaggia e ha bisogno di leggere rapidamente due orari differenti.
Sviluppati internamente con componenti prodotti nell'Arco giurassiano, i calibri P-411 e P-421 offrono 42 ore di riserva di carica e sono rifiniti per essere apprezzati anche dal fondello in zaffiro. Con LAB Peripheral, Perrelet aggiorna in chiave contemporanea e più discreta lo stesso principio meccanico che anima il resto del catalogo, dimostrando che il "rotore in vista" può essere raccontato anche senza il linguaggio spettacolare della Turbine.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Per una collezione che porta la sigla "LAB", Perrelet ha scelto di guardare al proprio passato più che al futuro: il riferimento dichiarato è infatti il concetto Dipteros, elaborato dal marchio stesso negli anni '90, molto prima che il rotore periferico diventasse una soluzione più diffusa nell'orologeria contemporanea.
