Korona
Storia del modello
Il Korona debutta al Baselworld 2008, quando Stepan Sarpaneva presenta la prima collezione realizzata quasi interamente per il proprio marchio, dopo anni in cui l'atelier di Helsinki aveva lavorato soprattutto su commesse per Christophe Claret. Il nome, che in finlandese richiama l'idea di corona o aurea luminosa attorno a un corpo celeste, riflette l'ispirazione dichiarata di Sarpaneva per i forti contrasti tra luce e buio delle notti nordiche: una cassa multistrato con lunetta smerlata (scalloped) e anse fluide racchiude un quadrante dominato da un volto lunare fortemente stilizzato, spesso modellato sui tratti dello stesso orologiaio.
La prima serie del K1, presentata nel 2008, misura 44 mm di diametro per soli 9,6 mm di spessore. Già dal settembre 2009 le fonti consultate documentano una seconda generazione ridisegnata a 42 mm (10,2 mm di spessore), con lancetta dei secondi aggiunta, corona a doppia sicurezza e un disco data più ampio e trasparente: è questa la configurazione che, con piccole varianti di quadrante, diventa lo standard della linea. Il movimento, in entrambi i casi, è un calibro Soprod A10 (evoluzione dell'ETA 2891-A2) pesantemente modificato da Sarpaneva, con rotore in acciaio e masse in oro bianco.
Nel 2009 la variante Korona K3 Black Moon vince il Red Dot Design Award e due Good Design Award del Chicago Athenaeum: un riconoscimento che consacra il volto lunare del Korona come cifra stilistica del marchio, ripresa poi con soluzioni tecniche diverse in tutte le collezioni successive di Sarpaneva. Negli anni la linea si è ampliata con numerose esecuzioni speciali di quadrante e cassa (tra cui varianti in titanio, oro rosso ed edizioni con smalto); il numero esatto di tutte le referenze prodotte in oltre quindici anni non risulta però ricostruibile con certezza dalle fonti pubbliche consultate, trattandosi di un marchio a produzione artigianale e molto limitata.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il volto lunare del Korona è spesso descritto dallo stesso Stepan Sarpaneva come dotato di un'espressione e di un carattere propri: un dettaglio che l'orologiaio finlandese ha più volte indicato come il tratto più personale e distintivo del proprio lavoro, ben prima che diventasse il simbolo riconoscibile del marchio.
