Marine Chronometer
Storia del modello
La linea Marine Chronometer si ispira ai cronometri marini, gli strumenti di alta precisione montati su cardano all'interno di scatole in legno che, a partire dagli studi del carpentiere inglese John Harrison nel XVIII secolo, permisero alle navi di calcolare la longitudine in mare aperto confrontando l'ora locale con quella di un meridiano di riferimento. Secondo quanto riportato dal marchio stesso, questi strumenti furono realizzati a lungo anche per la marina tedesca in centri come Amburgo, Kiel e Glashütte, restando in uso a bordo fino alla diffusione dei movimenti al quarzo.
Steinhart riprende questa eredità trasferendola al polso: la linea si distingue dalle collezioni diver e pilota del marchio per un'impostazione più formale, con quadranti che riportano spesso numeri romani o arabi in stile classico e casse in acciaio satinato. In alcune esecuzioni, come la Marine Chronometer 42 con movimento ETA/Unitas 6498, il calibro è derivato direttamente dagli orologi da tasca, a carica manuale, e visibile in parte attraverso il vetro zaffiro: secondo il sito ufficiale del marchio, questa versione è disponibile solo in quantità limitate.
Nella comunicazione del marchio il richiamo storico si estende anche ai cronometri di bordo in uso presso gli ufficiali di coperta durante la Seconda guerra mondiale per il calcolo della posizione in mare. Le fonti consultate non specificano tuttavia un anno di lancio preciso per l'introduzione della linea nel catalogo Steinhart, né un elenco esaustivo di tutte le esecuzioni prodotte nel tempo: lo segnaliamo esplicitamente, non essendo stato possibile verificarlo con certezza.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Montare un calibro nato come movimento da tasca — l'ETA/Unitas 6498 — in un orologio da polso, lasciandone intravedere l'architettura attraverso il vetro zaffiro, è il modo in cui Steinhart rende esplicito il legame diretto tra questa collezione e gli strumenti di bordo da cui prende il nome.
