Storia della linea
Le radici dell'Antea affondano nella seconda metà degli anni '30, quando Stowa — già trasferita a Pforzheim — realizza i primi orologi ispirati all'estetica del movimento Bauhaus (attivo tra il 1919 e il 1933): quadranti puliti, tipografia essenziale e grande leggibilità, con i quadranti stessi forniti dal quadrantificio Weber & Baral, sempre di Pforzheim. Sulla datazione esatta le fonti divergono leggermente: il sito ufficiale del marchio la colloca al 1937, altre fonti storiche al 1938; non è stato possibile risolvere con certezza questa discrepanza.
Come per il resto del catalogo, la produzione si interrompe con la guerra. È solo nel 2004, sotto la guida di Jörg Schauer, che questo disegno viene ripreso e messo in produzione come collezione "Antea Classic": cassa in acciaio lucido, quadrante argentato, lancette brunite a fuoco, disponibile a carica manuale o automatica. Nel 2005 la variante "Antea Creme" riceve il premio Golden Balance della rivista tedesca Watch.
Un secondo capitolo si apre nel 2014-2015, quando il designer industriale Hartmut Esslinger — noto per la sua collaborazione storica con Apple tramite Frog Design — lavora con Stowa a un restyling della linea, da cui nasce la serie "Back to Bauhaus": una tipografia con richiami diretti ai caratteri del periodo Bauhaus e palette cromatiche che il marchio descrive come un tributo a Josef Albers e Johannes Itten.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
I quadranti degli orologi Bauhaus originali di Stowa non venivano prodotti internamente, ma commissionati al quadrantificio Weber & Baral di Pforzheim, il cui fondatore Arthur Weber si ispirava, secondo le fonti consultate, anche a motivi tessili e a disegni di tappeti e tappezzerie dell'epoca.
