Originals
Storia del modello
Gli Originals sono la collezione con cui, il 1° marzo 1983 a Zurigo, nasce ufficialmente Swatch. Sviluppati sotto la direzione di Ernst Thomke presso ETA dagli ingegneri Elmar Mock e Jacques Müller, questi primi orologi adottano una soluzione radicale: la cassa in plastica non è più un semplice contenitore ma diventa parte integrante del movimento, saldata a ultrasuoni e quindi non riparabile. Il numero di componenti scende ad appena 51, contro le centinaia di un orologio meccanico tradizionale, rendendo l'assemblaggio quasi interamente automatizzato e il prezzo finale accessibile a chiunque.
Alla presentazione di Zurigo vengono mostrati dodici modelli al prezzo di 50 franchi svizzeri l'uno, con quadranti colorati disegnati dai grafici Bernard Müller e Marlyse Schmid, che firmeranno gran parte dell'estetica Swatch dai prototipi del 1981 fino ai modelli di metà anni Ottanta. Uno dei primi esemplari, il modello GB100 con quadrante bianco e nero, è oggi conservato nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York come icona di design industriale. Il debutto europeo viene affiancato nello stesso anno da un lancio ancora più ampio sul mercato statunitense, con venticinque modelli proposti al pubblico americano.
Il successo commerciale è immediato: la collezione si esaurisce rapidamente e Swatch supera il milione di orologi venduti già nel 1983. Più che un semplice prodotto, gli Originals stabiliscono da subito il linguaggio — colore, ironia, accessibilità — che accompagnerà ogni collezione successiva del marchio, dalle linee stagionali fino alle collaborazioni con artisti e con le maison del gruppo.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome "Swatch" nasce come contrazione dell'espressione inglese "Second Watch": non l'unico orologio della vita, come voleva la tradizione svizzera, ma un accessorio da collezionare e cambiare secondo l'umore — un'idea di consumo che nel 1983 era quasi eretica per l'industria orologiera elvetica.
