Q Timex
Storia della linea
Il Q Timex nasce nel 1979 come risposta di Timex alla rivoluzione del quarzo che negli anni '70 aveva sconvolto l'industria orologiera tradizionale. A differenza di molti concorrenti dell'epoca, che tendevano a nascondere la componente elettronica dei propri orologi, il Q Timex la mette in scena apertamente: quadrante blu con finestra giorno-data, lunetta girevole a dodici ore colorata dichiaratamente ispirata al Rolex GMT-Master, bracciale a maglie mesh leggero e uno sportellino per la batteria facilmente accessibile, pensato come dettaglio distintivo più che come semplice necessità tecnica.
Dopo anni di assenza dal catalogo, nel 2019 Timex rilancia il Q Timex con una riedizione fedele del modello del 1979, riscuotendo un successo commerciale e di critica superiore alle attese. Secondo Giorgio Galli, direttore del design di Timex Group, la scelta di questo modello per un rilancio nasce dal fatto che il suo linguaggio estetico e la sua storia avessero, nelle parole dell'azienda, davvero qualcosa da raccontare, valorizzando gli elementi tipici del design anni '70 e le colorazioni originali.
Il successo del Q Timex 1979 porta rapidamente all'ampliamento della linea, con varianti come il Falcon Eye, ispirato a un modello del 1978, e l'M79, con movimento meccanico, oltre a collaborazioni speciali come quella con Hodinkee: il Q Timex diventa così una collezione permanente del marchio, dedicata a celebrare l'eredità di Timex nell'orologeria al quarzo.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Mentre molti orologi al quarzo degli anni '70 cercavano di dissimulare la propria natura elettronica imitando l'estetica meccanica tradizionale, il Q Timex del 1979 faceva l'esatto contrario, con uno sportellino per la sostituzione della pila ben visibile sul quadrante: un dettaglio che oggi viene fedelmente riprodotto anche nella riedizione del 2019.
