Seascoper
Storia della linea
Il primo Seascoper arriva nel 1979, in un decennio segnato dalla crisi del quarzo che mette in difficoltà l'intera orologeria meccanica svizzera. Titoni risponde presentando il proprio primo vero orologio da immersione, riconoscibile per una cassa a cuscino che ne riflette pienamente lo spirito estetico anni '70, pur mantenendo una sobrietà che lo distingue da molte proposte sportive coeve.
Per decenni il nome Seascoper resta legato a questa impostazione più heritage, finché nel 2020 il marchio lo rilancia come proprio orologio da immersione di punta con il Seascoper 600: cassa in acciaio da 42 mm, impermeabilità dichiarata fino a 600 metri e, soprattutto, il debutto del calibro T10, il primo movimento sviluppato interamente in casa da Titoni, realizzato in collaborazione con il sommozzatore professionista Uli Kunz e certificato cronometro dal COSC.
Il Seascoper 600 viene proposto in diverse varianti di quadrante, tra cui nero e bianco, blu navy con dettagli rossi e una versione bicolore con trattamento PVD dorato, con un'autonomia di marcia dichiarata di 72 ore: un salto tecnico netto rispetto al modello originale del 1979, con cui condivide però la vocazione di orologio da immersione pensato per l'uso reale più che per la sola estetica.
Caratteristiche
Esecuzioni principali
Il Seascoper 600 è stato sviluppato con la collaborazione del sommozzatore professionista Uli Kunz ed è il primo orologio di Titoni a montare il calibro T10, il movimento manifatturiero con cui il marchio aveva festeggiato il proprio centenario nel 2019.
