Ranger
Storia della linea
Il primo Ranger nasce a metà degli anni '60 come riferimento 7995 "Oyster Prince Ranger": un orologio da esplorazione volutamente semplificato rispetto ai diver del catalogo, con quadrante nero opaco, numeri arabi luminosi a 3, 6, 9 e 12 e lancette a freccia. A differenza dell'Explorer di Rolex, cui è concettualmente vicino, non riceve la certificazione cronometrica, una scelta che contiene i costi e conferma la vocazione Tudor a offrire un'alternativa più accessibile. Il concetto viene poi ripreso nella referenza 9050/0 verso la fine degli anni '60, con impostazione del quadrante analoga.
Il nome e lo spirito del Ranger si legano al ruolo che gli orologi Tudor avevano già ricoperto nelle spedizioni estreme: emblematico è il caso della British North Greenland Expedition (1952-54), missione scientifica pluriennale attraverso la calotta glaciale della Groenlandia, che aveva già testato la resistenza degli orologi del marchio al freddo intenso — una credenziale da "orologio da lavoro" che precede la linea Ranger in senso proprio. La produzione continua fino alla fine degli anni '80, quando viene interrotta mentre il catalogo Tudor si sposta verso il quarzo e le linee più eleganti.
Il Ranger torna nel 2022 con il riferimento 79950, lanciato esplicitamente per il 70° anniversario di quella spedizione in Groenlandia: cassa in acciaio da 39 mm, quadrante nero oppure beige "tropicalizzato" che richiama l'invecchiamento dei quadranti vintage, movimento di manifattura MT5402 e cinturino in tessuto stile NATO tra le opzioni. Si posiziona come punto d'accesso robusto e accessibile, distinto dalla vocazione subacquea di Black Bay e Pelagos.
Caratteristiche tecniche
Referenze celebri
Il Ranger moderno del 2022 non celebra un anniversario del marchio in senso stretto, ma quello di una spedizione: i 70 anni dalla British North Greenland Expedition del 1952-54, che aveva già messo alla prova la resistenza al freddo estremo degli orologi Tudor ben prima che il nome "Ranger" comparisse su un quadrante.
