Freak
Storia della linea
Presentato nel 2001, il Freak nasce da un'idea tanto semplice quanto radicale: fare a meno di corona, quadrante fisso e lancette separate. L'intero movimento ruota su se stesso una volta all'ora, fungendo esso stesso da indicazione dei minuti, mentre le ore sono lette su una seconda struttura mobile; la regolazione avviene tramite la lunetta, poiché sulla cassa non esiste alcuna corona. Il progetto porta la firma di quattro persone: Rolf Schnyder, che ne è il promotore e finanziatore; Carole Forestier-Kasapi, che elabora il concetto di movimento rotante; Ludwig Oechslin, che ne perfeziona la meccanica; e Pierre Gygax, direttore tecnico, che risolve il problema dell'attrito introducendo uno scappamento a impulso diretto realizzato in silicio.
Lo scappamento in silicio del Freak è tra le prime applicazioni industriali di questo materiale in orologeria: leggero, praticamente esente da attrito e non necessita di lubrificazione, oltre a essere insensibile al magnetismo. Una scelta che, paradossalmente, riporta in auge un materiale legato alla crisi del quarzo — il silicio — trasformandolo in una delle innovazioni più imitate del settore negli anni successivi.
Dal modello originale la linea si è evoluta in diverse direzioni: nel 2007 arriva il Freak DIAMonSIL, con ruote di scappamento in silicio ricoperte da uno strato di diamante sintetico per una maggiore resistenza all'usura; nel 2019 il Freak X introduce, per la prima volta nella storia della linea, una corona tradizionale per rendere il concetto più accessibile a un pubblico più ampio; nel 2023 il Freak ONE propone un'esecuzione semplificata e ulteriormente affinata nelle finiture, restando fedele all'impostazione priva di quadrante fisso del modello capostipite.
Caratteristiche tecniche
Cronologia della linea
All'interno della manifattura, durante lo sviluppo, il progetto veniva chiamato scherzosamente "il Freak" (lo scherzo di natura) proprio per la sua radicale anticonvenzionalità rispetto a qualsiasi orologio prodotto fino a quel momento: un nome informale che i suoi stessi ideatori decisero infine di mantenere come denominazione ufficiale del modello.
