EMC
Storia della linea
La linea EMC — sigla di "Electro Mechanical Control" — debutta al Baselworld 2013 come la serie che dà il nome alla famiglia UR-Chronometry, distinta dalle complicazioni satellite della serie UR-Satellite. Felix Baumgartner l'ha descritta come "il primo movimento meccanico di alta orologeria con un cervello": un orologio interamente meccanico negli organi di regolazione, ma dotato di un sistema elettronico integrato capace di misurare la precisione del proprio bilanciere.
Il meccanismo funziona così: un sensore ottico osserva le oscillazioni del bilanciere, realizzato in ARCAP (una lega non magnetica e anticorrosione già usata da Urwerk), e le confronta con un oscillatore di riferimento a 16 milioni di hertz. Per attivare la misurazione, chi porta l'orologio aziona una manovella sul fondello collegata a un piccolo generatore Maxon, che carica un supercondensatore; premendo poi un pulsante a ore 8 per circa tre secondi, una lancetta nascosta indica su un settore rosso del quadrante quanto il movimento stia anticipando o ritardando, con una precisione dichiarata migliore di 10 microsecondi.
Il calibro UR-EMC, a carica manuale, è dotato di due bariletti montati in serie per una riserva di carica di 80 ore. Un secondo capitolo della linea arriva nel 2016 con l'EMC Time Hunter, una versione ridisegnata — con fondello a vista sul meccanismo elettronico — che rende ancora più leggibile il sistema di controllo della precisione introdotto nel 2013.
Caratteristiche tecniche (EMC, 2013)
Tappe principali della linea
Per leggere la propria precisione, l'EMC richiede un piccolo rituale: prima si carica il supercondensatore girando circa quindici volte una manovella sul fondello, poi si tiene premuto per tre secondi un pulsante a ore 8 — solo a quel punto una lancetta dedicata rivela, su un settore rosso del quadrante, quanto il movimento stia anticipando o ritardando rispetto al riferimento elettronico interno.
