UR-100
Storia della linea
La linea UR-100 nasce nel settembre 2019 con l'UR-100 "SpaceTime", presentato come il modello d'ingresso al catalogo Urwerk. Rispetto alle satellite-complication più scenografiche della manifattura, il SpaceTime riprende lo stesso meccanismo delle ore a satellite ereditato dall'UR-103 del 2003, ma lo mette al servizio di un'idea più concettuale che tecnica: due lancette dei minuti, montate sui satelliti delle ore, indicano la distanza percorsa dalla Terra nella sua rotazione attorno al proprio asse (555 km ogni 20 minuti, misurati all'equatore) e nella sua orbita attorno al Sole (35.740 km nello stesso arco di tempo).
Il marchio stesso ha definito questa doppia indicazione "un esercizio filosofico più che uno sviluppo meccanico", dato che entrambe le scale sono lette dallo stesso meccanismo satellitare, solo graduato in modo diverso sul ponte. La cassa, in acciaio o titanio trattato PVD, ha una forma a ottagono allungato pensata per restare più sottile e più facilmente indossabile rispetto ai modelli storici della manifattura, mantenendo però intatto il linguaggio visivo scultoreo firmato da Martin Frei.
Dopo il lancio, la linea si è ampliata con la famiglia UR-100V — che utilizza un nuovo calibro automatico sviluppato con Vaucher — in diverse versioni, tra cui varianti Gunmetal, Ultraviolet e, nel 2024, la LightSpeed, che sostituisce l'indicazione sulla rotazione terrestre con il tempo impiegato dalla luce del Sole per raggiungere gli otto pianeti del sistema solare.
Caratteristiche tecniche (SpaceTime, 2019)
Tappe principali della linea
Le due distanze indicate dal SpaceTime — quella della rotazione terrestre e quella dell'orbita attorno al Sole — sono lette sullo stesso identico meccanismo satellitare, semplicemente graduato con due scale diverse: Urwerk ha scelto di descriverlo come un gioco concettuale sulla percezione del tempo e del movimento, più che come una nuova complicazione meccanica.
