Nereide
Storia della collezione
La Nereide è il modello con cui, nel giugno 2017, i fratelli Alberto e Alessandro Morelli fanno il loro ingresso nel mondo orologiero, lanciando su Kickstarter la campagna che dà vita a quella che allora si chiama ancora Meccaniche Veneziane. Il nome scelto per l'orologio non è casuale: è un omaggio al Nereide, sommergibile della Regia Marina varato nell'Arsenale di Venezia nel 1913, uno dei simboli dell'ingegneria navale della città lagunare in quegli anni. Fin dal debutto la Nereide si presenta come un orologio subacqueo automatico dal carattere robusto ma accessibile, pensato per un pubblico di appassionati che cercava qualità costruttiva a un prezzo contenuto: la campagna, con un obiettivo iniziale di appena 15.000 euro, ne raccoglie quasi 170.000 grazie al sostegno di oltre 600 backer in tutto il mondo.
Il successo commerciale della Nereide diventa il motore della crescita dell'intera azienda, tanto da spingere i fondatori a tornare su Kickstarter con nuove campagne dedicate a varianti della stessa famiglia, tra cui una versione GMT con doppio fuso orario. Negli anni la collezione si allarga progressivamente, arricchendosi di nuove taglie di cassa, materiali alternativi come bronzo, titanio e ceramica, e quadranti con finiture particolari — dall'avventurina alle pietre dure come malachite, lapislazzuli e corallo — che restano comunque fedeli all'impostazione originale di orologio da immersione robusto e versatile.
Oggi la Nereide è diventata, nelle parole stesse del marchio, la "spina dorsale sportiva" del catalogo Venezianico: una gamma che conta decine di referenze diverse, capace di coprire un ampio ventaglio di prezzi ed estetiche pur mantenendo intatta l'identità subacquea e il legame con la storia navale veneziana da cui è nata.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il sommergibile Nereide che dà il nome all'orologio ebbe una storia breve e drammatica: varato all'Arsenale di Venezia nel 1913, fu affondato nell'Adriatico nell'agosto del 1915, pochi mesi dopo l'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale, diventando uno dei simboli del sacrificio della Marina italiana in quegli anni.
