AllProof
Storia del modello
Lanciato nel 1918, l'AllProof è la prima linea che dà a Wittnauer una vera identità tecnica, in un'epoca in cui il marchio operava soprattutto come importatore e distributore di orologeria svizzera sul mercato americano. Il nome stesso — "a tutta prova" — riassume l'ambizione dichiarata: un orologio impermeabile, antiurto e antimagnetico allo stesso tempo, tre caratteristiche che raramente si trovavano riunite in un unico modello in quegli anni.
La campagna pubblicitaria dell'epoca puntò su dimostrazioni estreme: secondo diverse fonti di settore, un esemplare venne lasciato cadere da un aeroplano a circa 3.400 piedi di quota e tenuto immerso in acqua per 30 ore, continuando a funzionare correttamente al termine delle prove. Questo tipo di test, tipico del marketing orologiero dei primi decenni del Novecento, contribuì a costruire attorno all'AllProof una reputazione di affidabilità che il marchio avrebbe coltivato per tutto il secolo successivo.
La linea si legò presto al mondo dell'aviazione pionieristica: il pilota Jimmie Mattern indossò un AllProof durante il suo tentativo di circumnavigazione del globo nel 1933, e al ritorno da un incidente che lo lasciò disperso per giorni in Siberia ne lodò pubblicamente la resistenza. Diverse fonti amatoriali riferiscono inoltre che Neil Armstrong avrebbe indossato lo stesso modello durante la missione Gemini 8 del 1966: si tratta di un'informazione ricorrente sui siti di appassionati, ma non risulta confermata da documentazione ufficiale della NASA o di Wittnauer, e va quindi considerata con cautela.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il marchio Wittnauer viene talvolta associato al programma spaziale statunitense anche tramite l'AllProof, per via del legame con Neil Armstrong: un'associazione ricorrente nella narrazione amatoriale del marchio, ma che — a differenza del caso, meglio documentato, del cronografo 242T sottoposto alle prove NASA — non trova finora conferma in fonti primarie verificabili.
