Code 11.59
Storia del modello
Presentata nel 2019, la collezione Code 11.59 nasce da un'ambizione dichiarata dal marchio: costruire, dopo quasi mezzo secolo di identità quasi interamente legata al Royal Oak, una seconda espressione estetica capace di rappresentare l'alta orologeria classica di Audemars Piguet senza il vincolo dell'ottagono. Il nome stesso, "11.59", allude simbolicamente all'ultimo minuto prima della mezzanotte — la soglia tra un capitolo che si chiude e uno che comincia.
Il tratto più distintivo della collezione è la costruzione della cassa a più livelli: una lunetta rotonda sottile e lucidata racchiude, vista di lato, un centro cassa dalla sagoma ottagonale visibile solo di profilo, mentre le anse, saldate a lunetta e fondello, sembrano "fluttuare" separate dal corpo centrale della cassa. Il quadrante, con la sua trama concentrica a righe sottili che si irradiano dal centro, e il gioco di finiture alternate sulla cassa in oro completano un linguaggio volutamente diverso da quello sportivo del Royal Oak.
Il calibro 5900, automatico, con i suoi 188 componenti e 29 rubini, aziona le funzioni orarie di base con una riserva di carica minima di 60 ore. Accolta con pareri contrastanti al debutto nel 2019 proprio per la sua distanza dai codici estetici più noti del marchio, la collezione si è progressivamente ampliata negli anni successivi con nuove complicazioni e diametri, incluso il formato più contenuto da 38 mm.
Caratteristiche tecniche
Esecuzioni principali
Il nome "Code 11.59" nasconde un doppio riferimento: da un lato l'ora simbolica dell'ultimo minuto prima della mezzanotte, dall'altro un omaggio implicito al fatto che, per la prima volta in decenni, Audemars Piguet abbia scelto di presentare al mondo un intero nuovo "codice" stilistico, anziché una nuova variante del Royal Oak.
